Estate senza crisi, più turisti in ER


BOLOGNA, 12 SET. 2011 – Nessuna crisi per il turismo emiliano-romagnolo. L’estate che sta per concludersi era considerata a forte rischio, con le strutture ricettive che temevano un brusco calo delle presenze. Le famiglie negli ultimi mesi hanno dovuto tirare la cinghia, e risparmiare sulle vacanze è da sempre considerata la naturale conseguenza in un periodo di ristrettezze economiche. Però, secondo l’indagine realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per conto di Assoturismo-Confesercenti Emilia Romagna, nel trimestre giugno-agosto i turisti che hanno scelto la nostra regione sono aumentati dell’1,2%. L’estate 2011 si è insomma chiusa in attivo, grazie a un maggior dinamismo e ai risultati registrati soprattutto nella seconda parte del mese di agosto. Ma secondo Confesercenti sarà archiviata anche come una stagione difficile per i fatturati e la redditività delle imprese. In base alle indicazioni fornite dai 684 imprenditori intervistati, infatti, la crescita maggiore è stata percepita nel settore extralberghiero (+2,3%), mentre l’alberghiero dovrebbe limitare la crescita al +0,8%. In questo comparto è giunto però il maggior numero di segnalazioni di aumento della clientela straniera, in particolar modo nelle strutture a 4 e 5 stelle.Nel panorama regionale le strutture della Costa Adriatica registrano una crescita dell’1%, soprattutto per la crescita della domanda straniera e grazie ai risultati del mese di giugno ed agosto. Anche per le Città d’arte si stima una crescita di presenze (+2,4%), con una forte crescita dei turisti stranieri. Le aree dell’Appennino e Verde segnano un calo molto contenuto (-0,5%), grazie ad un incremento del turismo estero mentre nelle aree del termale e benessere il calo risulta pari all’1,1%. Confesercenti, nell’analizzare i dati, sottolinea la forte competizione sulle tariffe del ricettivo, che da un lato ha consentito di mantenere a un buon livello l’attrattività e i numeri delle presenze nella regione e dall’altro ha però compresso ulteriormente la redditività delle aziende turistiche, che secondo la percezione degli intervistati ha segnato un decremento di fatturato del -0,9%. Una caduta più evidente è stata registrata dagli operatori dell’Appennino e Verde (-3,2%) e delle Terme e benessere (-2,2%). Per le imprese delle Città d’arte e della Costa Adriatica si stima una flessione dei fatturati rispettivamente dell’1,3% e dello 0,4%.Gli effetti più evidenti della stagione appena trascorsa sono stati, da una parte, ancora una forte incidenza del movimento turistico del weekend, dall’altra, una diminuzione della permanenza media degli ospiti e una diminuzione della spesa dei nostri ospiti. Complessivamente nel trimestre estivo è leggermente diminuita la domanda italiana mentre si è verificato un discreto aumento di alcuni segmenti esteri. I turisti segnalati in maggior aumento sono di nazionalità russa, svizzera, belga, francese, olandese, scandinava e quella provenienti dai Paesi dell’Est.In rapporto al tasso di occupazione registrato dalle strutture ricettive nel corso della stagione estiva, si segnala una media regionale pari al 63,2%. Il valore sale al 70% per le strutture alberghiere e scende al 45,5% per l’extralberghiero. Per effetto della stagionalità, il tasso di occupazione maggiore è stato registrato dalle strutture della Costa Adriatica (75,4%), a differenza di quelle delle Città d’arte dove si è registrato un valore più basso (42,9%). Per quanto riguarda le previsioni del mese di settembre 2011, in base alle prenotazioni già acquisite si stima una sostanziale stabilità con i dati del 2010 che sicuramente potranno migliorare con le prenotazioni last minute. Tra le tipologie turistiche con le aspettative migliori Confesercenti segnala la Costa Adriatica e le Città d’arte.

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