Esselunga uccidela Liberazione


MODENA 24 APR. 2012 – Qui di seguito pubblichiamo il testo della lettera aperta inviata al patron di Esselunga Bernardo Caprotti dalla Filcams di Modena:Signor Caprotti,  apprendo che i suoi negozi modenesi apriranno domani, mercoledì 25 Aprile. E’ una scelta che le consente una pessima legge, da Lei fortemente voluta. Non importa che sia inefficace per l’occupazione, non produca nuovi consumi, danneggi milioni di lavoratori e venga pagata, come dimostrano tutti i dati sui prezzi, dai consumatori.   Lei è nato nel 1925. Lei ha attraversato, pur in una posizione privilegiata, i terribili lutti della guerra. Il giorno della Liberazione di Parigi suo cugino André veniva ucciso dai fascisti d’Oltralpe. Un suo coetaneo, Armando Amprino, il 22 dicembre 1944 veniva fucilato a Torino dai Repubblichini. Ai propri genitori scriveva questa lettera (sotto), che meriterebbe di essere letta da tutti coloro che credono che il giorno della Liberazione dal nazifascismo sia soltanto una ulteriore occasione di shopping. E a quelli che credono che al profitto si possa sacrificare ogni cosa, anche l’identità e la storia del nostro paese.  Cordiali saluti.  Marzio Govoni, sindacato commercio Filcams/CGIL Modena Dal Carcere, 22 dicembre 1944 Carissimi genitori, parenti e amici tutti, devo comunicarvi una brutta notizia. Io e Candido, tutt’e due, siamo stati condannati a morte. Fatevi coraggio, noi siamo innocenti. Ci hanno condannati solo perché siamo partigiani. Io sono sempre vicino a voi.   Dopo tante vitacce, in montagna, dover morir cosí… Ma, in Paradiso, sarò vicino a mio fratello, con la nonna, e pregherò per tutti voi. Vi sarò sempre vicino, vicino a te, caro papà, vicino a te, mammina.Vado alla morte tranquillo assistito dal Cappellano delle Carceri che, a momenti, deve portarmi la Comunione. Andate poi da lui, vi dirà dove mi avranno seppellito. Pregate per me. Vi chiedo perdono, se vi ho dato dei dispiaceri. Dietro il quadro della Madonna, nella mia stanza, troverete un po’ di denaro. Prendetelo e fate dire una Messa per me. la mia roba, datela ai poveri del paese. Salutatemi il Parroco ed il Teologo, e dite loro che preghino per me. Voi fatevi coraggio. Non mettetevi in pena per me. Sono in Cielo e pregherò per voi. Termino con mandarvi tanti baci e tanti auguri di buon Natale. Io lo passerò in Cielo. Arrivederci in Paradiso. Vostro figlio Armando

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