Esposto contro Tiziano Motti del sindaco di Lugo di Romagna


LUGO (RA), 20 APR. 2009 – Il sindaco di Lugo Raffaele Cortesi ha presentato un esposto al Procuratore della Repubblica e al Prefetto inerente la guida del cittadino che, in questi giorni, sta arrivando a casa delle famiglie residenti nel Comune di Lugo.IL COMUNE RICOSTRUISCE IL “CASO MOTTI”La società Gruppo Guide Italia S.r.l. aveva fatto richiesta, a suo tempo, per ottenere la concessione del patrocinio dell’Amministrazione comunale per la pubblicazione della “Guida del Cittadino”, un folder contenente informazioni utili alla cittadinanza per la fruizione dei diversi servizi disponibili sul territorio, nonché delle iniziative culturali.In copertina appaiono i loghi, oltre che del Comune di Lugo, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato; inoltre, nella terza pagina dell’opuscolo, una sorta di presentazione del prodotto a firma Donato Marra, ovvero il segretario generale del Presidente della Repubblica. A condire il tutto la partecipazione della Fondazione “Umberto Veronesi”, con direzione editoriale della testata giornalistica affidata a Maurizio Costanzo, mentre il direttore responsabile è Tiziano Motti, candidato al parlamento Europeo alle prossime elezioni del 6 e 7 giugno. Come avvenuto negli anni passati l’Amministrazione comunale, anche per quest’anno aveva concesso il patrocinio. Veniva pertanto concesso “l’utilizzo del logo comunale sulla guida stessa e sul materiale informativo ad essa correlato”.“Le avvisaglie del fatto che si viene a denunciare – si legge nell’esposto – avevano luogo nel mese di febbraio 2009, allorquando, a seguito di numerose segnalazioni da parte di aziende del territorio, contattate dal Gruppo Guide Italia S.r.l., che chiedevano all’amministrazione comunale chiarimenti in merito all’iniziativa intrapresa, si era riscontrata una sostanziale ambiguità delle informazioni rivolte alle aziende contattate, oltre ad una notevole difformità tra l’iniziativa intrapresa e quanto concesso dall’amministrazione comunale in data 5 giugno 2008. Era pervenuta a varie aziende (poi rivoltesi all’amministrazione), una lettera firmata da Tiziano Motti, che si qualificava come presidente di Europa dei diritti, nella quale veniva annunciata la realizzazione di una pubblicazione per fornire “strumenti pratici per la tutela dei diritti e della salute dei cittadini”, mentre il patrocinio si riferisce, nei suoi chiari intenti a “promozione delle iniziative della città e di informazioni sui servizi che rendano più snella la vita dei cittadini e più efficace la risposta ai loro bisogni”. Il 15 marzo scorso è stato recapitato al Comune di Lugo copia dell’opuscolo “Noi cittadini del Comune di Lugo” .Il folder è stato utilizzato come veicolo della propaganda elettorale di Tiziano Motti che, dalle pagine della guida, invita i cittadini a votarlo nella tornata Europea. Copertina e finta copertina, infatti, invitano a votarlo. L’Amministrazione comunale è venuta così ad apprendere che, con evidente raggiro, il patrocinio è stato strumentalizzato nell’interesse di una parte politica, compromettendo la posizione di imparzialità e di neutralità cui l’Amministrazione pubblica è tenuta a sensi dell’art. 97 Cost. e art. 1 L. 241/90.“Il danno all’immagine non solo di questa amministrazione – si legge nell’esposto – ma anche, si ritiene, dell’ Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, oltre che della Polizia di Stato, appare, almeno per quanto concerne il territorio di questo Comune, particolarmente grave ove si consideri che le poste stanno diffondendo qualcosa come 15.000 esemplari di tale “confezione”. E’ evidente che tale situazione arreca grave danno all’immagine ed alla identità istituzionale dell’Amministrazione comunale la quale appare coinvolta, contro il suo volere, in un’operazione di propaganda elettorale che pregiudica la sua credibilità di pubblica amministrazione imparziale. L’assoluta impassibilità che deve tenere l’Amministrazione pubblica in occasioni di consultazioni elettorali si trova espressamente sancita dall’art. 9 L. 28/2000 il quale fa espresso divieto alle amministrazioni pubbliche dalla data di convocazione dei comizi elettorali di svolgere qualsiasi attività di comunicazione che non sia impersonale ed indispensabile per l’assolvimento delle proprie funzioni”.“E’ vero che tale norma – chiude l’esposto – prevede il divieto a partire dalla data di convocazione dei comizi elettorali. Ma non è chi non veda che la previsione di un divieto così stringente costituisce espressione del generale obbligo di neutralità ed imparzialità che vale sempre, tanto più in un periodo come questo in cui è ormai prossima la convocazione dei comizi elettorali per le elezioni europee.L’uso spregiudicato e strumentale del patrocinio comunale si è manifestato anche utilizzando il patrocinio al fine di ottenere da varie imprese locali contributi per progetti relativi a non meglio precisati “strumenti pratici per la tutela dei diritti e della salute dei cittadini”. Anche queste iniziative assolutamente estranee alla finalità del patrocinio comunale, sono state già stigmatizzate dall’Amministrazione con lettera 11/2/09 con la quale si è diffidata la società editrice da porre in essere azioni difformi da quanto concesso con l’atto di patrocinio. L’Amministrazione comunale, tramite l’esposto, chiede che venga svolto ogni accertamento in ordine ai fatti, con particolare riguardo alla attività di Gruppo Guide Italia S.r.l. e di coloro che, per conto di tale gruppo agiscono.Occorrerà accertare, soltanto in via esemplificativa, di quali contributi e da parte di chi codesto Ente sia beneficiario, la regolarità dal punto di vista della normativa sulla propaganda elettorale di una iniziativa di tal fatta (regolarità della quale è pienamente lecito dubitare), di quali banche dati si fruisca. Tale iniziativa viene invocata alle intestate Autorità investite del controllo di legalità in materia da parte della legislazione di settore, e viene altresì espressamente riservata da parte dell’Ente da me rappresentato la costituzione di parte civile nel caso che, dalle indagini invocate, emergano fatti costituenti reato.

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