Esce dal paniere Istat la cabina telefonica


Esce dalle rilevazioni Istat dell’inflazione la cabina telefonica: e sarebbe da dire che era ora visto che praticamente non esistono più. Dentro frutti esotici come avocado e mango, vini liquorosi, lavasciuga e robot aspirapolvere. Escono il canone Rai, i lettori Mp4 e i servizi di telefonia pubblica (come appunto la cabina a gettoni). Sono alcuni dei cambiamenti nel paniere 2018 per il calcolo dell’inflazione con la finalità di rappresentare al meglio gli effettivi comportamenti di acquisto delle famiglie, tenendo conto dei mutamenti intervenuti nelle stesse. La revisione del paniere dei beni e servizi si accompagna, a garanzia degli standard qualitativi e quantitativi dei dati, alla revisione dei piani comunali di campionamento e all’estensione territoriale della rilevazione. Tutte operazioni che coinvolgono sia l’Istat, per quanto riguarda le norme, la composizione del paniere dei prodotti e il loro peso (ponderazione), sia gli Uffici comunali di statistica per l’aggiornamento dei piani locali di campionamento. Tra le nuove modalità introdotte da Istat dall’anno in corso, la principale è rappresentata dalla scansione alle casse di iper e super mercati anche della provincia, dei codici a barre dei prodotti alimentari e di largo consumo confezionati e disponibili a libero servizio (i cosiddetti “grocery”) come gli alimentari e i beni per la cura di casa e persona.

Il vantaggio per le rilevazioni è dato dal fatto che gli scanner data registrano ciò che è effettivamente venduto e i prezzi rappresentano quanto effettivamente pagato dai consumatori con tutte le tipologie di sconto

Le nuove modalità consentono al Servizio Statistica del Comune modifiche al proprio piano di campionamento al fine di avere una rilevazione dei prezzi sul territorio in grado di riflettere il più fedelmente possibile la realtà della struttura locale dei consumi e l’accuratezza della misura dell’inflazione. In particolare la revisione ha comportato uno spostamento della rilevazione locale dai punti vendita della grande distribuzione organizzata (coperti dagli scanner data) ai cosiddetti negozi tradizionali, con una superficie inferiore ai 100 metri quadrati, ai discount, ai grandi magazzini e ai negozi denominati di “libero servizio” o “minimercati” (con area di vendita compresa tra 100 e 400 mq).

Di conseguenza l’attività dell’Ufficio comunale di statistica nei supermercati e negli ipermercati è circoscritta alla rilevazione dei prezzi dei soli prodotti freschi e/o a peso variabile (frutta, vegetali, prodotti ittici, pane e prodotti di pasticceria freschi, carne, formaggi, salumi, affettati a banco).

Il numero totale dei negozi e servizi campione è ora pari a 435 unità, mentre è di 4.580 il totale delle quotazioni di prodotto rilevate complessivamente ogni mese dall’Ufficio statistica del Comune, a cui vanno aggiunti per il calcolo dell’inflazione locale anche i dati provenienti dall’osservazione, mediante scanner data Istat, dei prezzi di cinque ipermercati e supermercati locali, le quotazioni della rilevazione centralizzata Istat, e i dati territoriali dei carburanti alla pompa.

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