Errani: sulla crisi il governo viaggia da solo e danneggia il Paese


ROMA, 26 GIU 2009 – Il decreto anti-crisi varato dal consiglio dei ministri oltre alla sua dubbia efficacia è destinato a creare nuove fratture tra Governo e Regioni. Che si sentono nuovamente tagliate fuori dal processo decisionale. Alla faccia del tanto sbandierato federalismo del governo e soprattutto della sua componente leghista.A farsi portavoce di questa situazione è stato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani. "Rimango convinto – afferma – che invocare la leale collaborazione e poi, nei comportamenti concreti, ignorarla è un danno per tutto il Paese". "Dalle indiscrezioni che stanno emergendo in merito al decreto anticrisi – dice Errani – vi sono riferimenti a materie che riguardano le Regioni che, se confermati, dimostrerebbero che ancora una volta il Governo interviene in modo unilaterale, senza alcun coinvolgimento delle Regioni: un coinvolgimento che lo stesso Governo ha riconosciuto più volte come necessario"."Alcune anticipazioni – prosegue – riferiscono di interventi in materia farmaceutica e sanitaria e di un’anomala procedura riferita ai tempi per il piano di rientro e all’eventuale commissariamento della Regione Calabria. E’ un modo di procedere non condivisibile che rischia di creare tensioni e conflitto. Errani annuncia quindi che porrà la questione "in modo netto e chiaro" alla prossima Conferenza, convocata per il 2 luglio."La situazione – conclude Errani – era già molto critica. Eravamo in attesa, infatti, di un chiarimento e della convocazione di un incontro con il Presidente del Consiglio proprio sul ‘patto per la salute’, sulle risorse del Fas (fondo per le aree sottoutilizzate), sulla istituzione del Ministero del turismo, sul piano per lo sviluppo dell’edilizia e sull’energia".

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