Errani: stanno smantellando il sistema sanitario nazionale


7 AGO 2009 – La reazione della Conferenza delle Regioni è stata durissima già mercoledì sera, immediatamente dopo l’incontro con Silvio Berlusconi, in cui il premier (occupato su tutt’altri fronti: dalla Turchia agli scandali sessuali) ha rimandato tutto a settembre dopo mesi di “latitanza” del Governo.Una latitanza che però ha già prodotto effetti ben precisi. In un’intervista all’Unità Vasco Errani, presidente della confernza delle regioni, spiega che i tagli alla sanità ci sono già stati, anche se il governo nega recisamente: “La finanziaria ha tagliato 7 miliardi di euro per il 2010 e il 2011. Significa che in questi due anni tutte le regioni, anche quelle virtuose, si ritroveranno con i conti in rosso… Il governo deve dire se vuole ridurre i livelli essenziali di assistenza, lo deve dire ai cittadini”.E spiega ancora, Errani, come questi tagli saranno attuati: “Le prestazioni sanitarie non saranno più garantite dal sistema sanitario. Perché o si riducono o si va in deficit. Quando il governo dice che non taglia la spesa sanitaria, dice una cosa non vera perché il taglio è già avvenuto… facciamo una bella operazione verità… il governo si assuma le sue responsabilità”.Responsabilità che portano al cambiamento radicale del nostro sistema sanitario, continua Errani con la giornalista Felicia Masocco dell’Unità: “Penso che sia in atto il tentativo di smantellare il sistema sanitario nazionale, senza dirlo in modo esplicito. Si vuole… arrivare al cosiddetto doppio sistema, pubblico più privato”. Un sistema, ricorda sempre il governatore emiliano-romagnolo, che in tutti i paesi del mondo costa percentuali del Pil a due cifre, mentre in Italia rappresenta il 6,7% del prodotto interno lordo.Ultima nota dolente è il fondo nazionale per la non-autosufficienza: “Un articolo – dice Errani – in nome del federalismo fiscale ricentralizza il fondo sociale 2009 (330 milioni di euro), e lo riporta in capo al governo… Si parla tanto di federalismo, ma siamo di fronte a una pesantissima politica centralista, si raccolgono risorse tagliando alle regioni e agli enti locali, che vuol dire tagliare servizi e politiche per i cittadini”.

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