Errani: “Porte chiuse alla criminalità organizzata”


BOLOGNA, 22 FEB. 2011 – Un corsivo che sottolinea la lotta alle mafie come punto imprescindibile delle politiche della Regione. Compare oggi sul sito del presidente Vasco Errani, col titolo "Porte chiuse alla criminalità". Un modo per commentare le recenti operazioni di lotta alla malavita organizzata avute luogo in Emilia Romagna. "Deve essere chiaro – scrive Errani – che in Emilia-Romagna non c’è spazio né tolleranza per chi creda di poter agire violando le leggi. Per noi la legalità nell’economia e il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata sono un elemento insieme di civiltà, di coesione sociale e di competitività del nostro sistema".Per i receenti fatti di cronaca che hanno segnalato il pericolo di un radicamento di organizzazioni criminali sul territorio emiliano-romagnolo, il presidente della Rergione si complimenta con gli inquirenti e le forze dell’ordine "che si stanno rendendo protagonisti di efficaci azioni di contrasto alla malavita"."La nostra terra, tradizionalmente estranea a questi fenomeni – spiega -, deve saper reagire a ogni livello per produrre importanti risultati. La tendenza deve essere affrontata a viso aperto, senza negare i problemi o sottovalutare i segnali d’allarme, nel rispetto della piena autonomia della magistratura e delle forze dell’ordine ma facendo ciascuno la propria parte. La Regione Emilia-Romagna da tempo ha scelto di utilizzare ogni competenza normativa per combattere i fenomeni di infiltrazione mafiosa e camorristica, il lavoro irregolare, l’usura, i comportamenti illegali in particolare in settori come l’edilizia.A novembre – sottolinea il presidente – abbiamo siglato un protocollo d’intesa con le Prefetture dell’Emilia-Romagna per gli appalti pubblici e di seguito approvato una nuova normativa che punta a valorizzare le imprese virtuose rimuovendo i comportamenti illegali, aumentando i controlli nei cantieri anche con l’utilizzo di tecnologie informatiche necessarie per segnalare appalti nei quali possono annidarsi fenomeni criminali, lavoro irregolare e usura".Tra l’altro – conclude Errani -, stiamo per creare un sistema che ci permetterà di evidenziare immediatamente gli appalti anomali e siamo al lavoro su un nuovo testo di legge regionale, che consentirà anche di realizzare un Osservatorio permanente sul fenomeno criminale e un meccanismo che permetta ai Comuni di utilizzare al meglio i beni confiscati alla mafia.
Ognuno deve quindi adoperarsi perché la cultura della legalità continui a essere un tratto forte della nostra identità, specie in una situazione come quella attuale, caratterizzata da una crisi economica diffusa, in cui i comportamenti criminali rischiano di alterare gravemente il mercato e la libera concorrenza".

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