Errani: “No al disfattismo. Serve un progetto per uscire dalla crisi”


BOLOGNA, 29 GIU. 2009 – "Il dibattito sul disfattismo? Mi interessa poco". E’ il commento del presidente della Conferenza Stato-Regioni e della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, a margine di un convegno della Cisl a Bologna, parlando dell’atteggiamento da tenere di fronte alla crisi finanziaria. "Quello che mi preoccupa davvero – ha proseguito rispondendo ai cronisti – è non vedere in questo paese nessun progetto per uscire da questa crisi. Cioé manca un progetto di una politica innovativa capace di intraprendere un percorso virtuoso". E nel corso del suo intervento, nell’ambito del dibattito dal titolo "Come attraversare la crisi", ha tracciato le sue personali linee-guida. "Per uscire dalla crisi economica serve una battaglia culturale – ha detto – Significa che se il nostro paese é dedito al gossip, bisogna ammettere che è un problema grande come una casa". "Quando si dice che la recessione non c’é – ha continuato Errani – si fa un’operazione negativa per l’Italia. La crisi deve ancora passare per uno dei suoi tornanti più duri. E accadrà tra settembre e ottobre. Bisogna parlare seriamente di questo problema". Uno degli effetti che può generare questa situazione, se non viene affrontata, "é una deriva verso il populismo, con i tratti del neo-autoritarismo". "In Emilia-Romagna – ha ricordato poi il governatore – il Patto per attraversare la crisi sottoscritto con le parti sociali non mira solo a fronteggiare l’emergenza con ammortizzatori sociali in deroga, credito alle imprese per evitare i licenziamenti e costruire un ponte tra la crisi e la ripresa, ma ha una visione strategica". Sono previsti infatti "robusti investimenti per innovazione, ricerca, formazione, internazionalizzazione delle imprese e fondo regionale per la non autosufficienza welfare (400 milioni di euro). Questa strategia in un momento molto difficile sta dando buoni frutti", ha concluso. Alcune proposte per una maggiore partecipazione dei lavoratori sono arrivate poi da Piero Ragazzini, segretario regionale Cisl Emilia-Romagna. Nelle multiutility come Irenia (fusione di Iride e Enia), ad esempio, Ragazzini ha auspicato la nascita di "comitati di sorveglianza, come luoghi in cui insieme ci assumiamo delle responsabilità". Poi il sindacalista ha messo all’ordine del giorno la necessità di "stipulare un patto fiscale per aggredire l’evasione e cominciare, attraverso la contrattazione di secondo livello, a dividere i profitti che comunque anche in questi anni ci sono stati".Vicina alla posizione di Errani sulla necessaria consapevolezza delle difficoltà che ci attendonoè, invece, Anna Maria Furlan della segreteria nazionale Cisl, intervenuta in conclusione del convegno. "Bisogna – ha detto – essere consapevoli che siamo un paese che tende a masticare e a digerire tutto nella massima indifferenza". Occorre perciò "mettere a fuoco una strategia strutturale che oltre a tamponare l’emergenza dia prospettive di sviluppo".

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