Errani contro la manovra: “Insostenibile per i cittadini”


1 LUG. 2011 – "Un colpo pesantissimo, peraltro a chi è più debole". E’ senza appello il giudizio di Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni e governatore dell’Emilia-Romagna, sulla manovra del Governo. Un provvedimento su cui serve una "operazione verità" e "il presidente del Consiglio deve dire ai cittadini italiani quali servizi la Repubblica italiana è in grado di assicurare"."In questa manovra non c’é alcun segnale di sostegno alla crescita – ha aggiunto Errani -. Il problema in questo Paese, sono le politiche del lavoro, per le donne, per i disoccupati. Su questo, non c’é niente. Dopodiché si fa un intervento pesantissimo sulle Regioni e gli enti territoriali, ma il problema non sono le Regioni o i Comuni, sono i servizi". "Non c’é strategia – ha continuato -. Parleremo la settimana prossima con il Governo, siamo pronti a confrontarci sulla manovra, a far parte di uno sforzo comune, ma bisogna dire qual é la direzione di marcia". "Tra i Paesi Ocse – ha ricordato Errani – siamo al penultimo posto per spesa sociale. C’é il problema della spesa pubblica, certamente, ma nel 2008 c’erano 2,4 mld a spesa sociale, nel 2011 500 milioni, l’anno prossimo 300. Nel 2014 saremo a zero. E’ un intervento insostenibile per i cittadini". "Ieri – ha concluso – in conferenza delle Regioni abbiamo dato un primo giudizio, che è unanime e di forte preoccupazione rispetto a una politica che va in direzione oggettivamente opposta alle scelte che con l’altra mano si finge di fare quando si parla di federalismo fiscale".Sulla stessa linea d’onda è Daniele Manca, presidente di Anci Emilia-Romagna. "E’ una manovra insostenibile, che produrrà pesantissime lacerazioni sociali, di segno recessivo per famiglie e imprese – ha dichiarato il sindaco di Imola – se le cifre indicate verranno confermate, con un taglio di 9,3 miliardi al comparto Regione-Enti locali, costituiranno l’affossamento definitivo di un federalismo per altro già avviato dalla coda anziché dalla testa". Per Manca, infatti, "si mineranno i pilastri fondamentali delle nostre città, vale a dire i beni pubblici primari come il diritto alla salute, il trasporto pubblico locale, i servizi scolastici (scuole dell’infanzia e nidi comunali) e quelli sociali destinati a famiglie e anziani". Così, ha proseguito, "a pagarne le conseguenze saranno le famiglie, in modo particolare le più deboli, che rischieranno di essere buttate fuori dal sistema dei servizi e spinte verso forme di nuova povertà e di degrado". Manca ha sottolineato che "i nostri comuni sono consapevoli di dover contribuire al risanamento dei conti pubblici, al contenimento ed efficientamento della spesa, ma vogliono farlo proporzionalmente al peso del comparto sul deficit, ovvero nella misura del 3,3%". Dunque, "anziché decurtarci ulteriori 3,3 miliardi, dovrebbero restituirci più di un miliardo, frutto dei tagli apportati dalla manovra 2010 e dalla legge di stabilita" e "occorre aprire un confronto immediato per correggere una scelta insostenibile e inadeguata all’obiettivo di modernizzazione della pubblica amministrazione".

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