Errani contro i commissariamenti in Campania e Molise: “Il Governo vuole la rottura”


27 LUG. 2009 – "Non capisco perché si voglia procedere pervicacemente, e unilateralmente, sulla strada di una rottura che porta solo danni al Paese e non assicura l’efficacia delle azioni di governo". E’ lapidaria la reazione di Vasco Errani alla decisione del Consiglio dei Ministri di commissariare la sanità del Molise e della Campania. Da un documento riservato del ministero del Welfare sono emersi dei buchi nei bilanci delle regioni del centro-sud, che si aggirano in media intorno ai 4 milioni di euro. Da qui, la scelta – già attuata nel Lazio – di far gestire l’emergenza a "personalità" esterne. Una soluzione sbagliata secondo il presidente della Conferenza delle Regioni, che venerdì scorso, a pochi minuti dalla comunicazione del provvedimento, ha colto l’occasione per tornare a denunciare le difficoltà nei rapporti tra i governatori e l’esecutivo.In materia di sanità, la Conferenza delle Regioni sostiene che manchino all’appello 7 miliardi di euro, un credito derivante da tasse non versate dal Governo. Di conseguenza Errani non condivide affatto il ricorso al commissariamento e sostiene che "si poteva e si doveva seguire un’altra strada. C’era l’impegno a svolgere un confronto politico di merito, che invece, non si é tenuto. Mentre c’erano le condizioni per giungere ad un accordo in grado di garantire un’efficace gestione dei piani di rientro ed azioni coerenti e tempestive. Si è scelta invece – sottolinea Errani – una strada che di fatto delinea un comportamento differenziato fra situazioni in qualche modo e in partenza analoghe". Il governatore dell’Emilia-Romagna ha voluto inoltre sottolineare che "tutto ciò si inserisce in una situazione già molto grave nelle relazioni fra Governo e Regioni. Attendiamo infatti da tempo risposte concrete su FAS, Patto per la salute, Ministero del Turismo e altri punti rilevanti. Nonostante le assicurazioni che ci sono state fornite di volta in volta, non è stato ancora convocato – insiste Errani – l’incontro con il Presidente del Consiglio così come richiesto dalla Conferenza delle Regioni. Aggiungo che nel decreto anti-crisi risulta che non siano state introdotte le modifiche da noi richieste in relazione ai temi della sanità: ciò aggrava ulteriormente la situazione, nonostante l’impegno profuso dal Ministro per i Rapporti con le Regioni".Il deficit della sanità nazionale è dunque un problema ancora da quantificare con precisione. E anche la strada da seguire per appaianare i bilanci sembra lontana dall’essere condivisa. Persino le due regioni colpite dal commissariamento hanno reagito in maniera opposta al provvedimento che le ha coinvolte. In Campania le reazioni non sono state positive: la giunta regionale definisce la decisione del cdm "sbagliata e una evidente forzatura istituzionale". Mentre il presidente della Commissione regionale Sanità, Angelo Giusto sostiene che la politica dei commissariamenti si è sempre dimostrata fallimentare. "Quando un territorio va in difficoltà la risposta non può essere licenziare la politica e nominare un commissario – spiega – A pagare, alla fine, saranno le persone in carne ed ossa, il diritto alla salute. Per l’assessore regionale alla Sanità Mario Santangelo "il commissariamento non è affatto un atto dovuto. Rappresenta invece un grave strappo nei rapporti istituzionali tra Governo e Regioni, dettato da motivazioni tutt’altro che tecniche". Di diverso avviso il presidente del Molise, Michele Iorio, il quale sostiene che da questo momento ha tutti gli strumenti per intervenire con rapidità e determinazione nel riordino del Sistema. "Nei prossimi mesi – afferma – conto di raggiungere alcuni risultati importanti e alla fine di settembre verificheremo quanto fatto. L’obiettivo è quello di dare una sanità sempre migliore, più diffusa sul territorio privilegiando le cose buone e cercando di aiutare a migliorare quelle meno efficienti".

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