“Errani ci tolga la Bolkestein dagli ombrelloni”


RAVENNA, 20 APR. 2012 – Più che con i tavoli, di solito hanno a che fare con dei tavolini. Principalmente con sdraie e ombrelloni. Per gli operatori balneari ravennati, però, un tavolo è quello che ci vuole per riaprire la questione della famigerata Bolkestein, la direttiva europea che dal 2016 impone la messa all’asta dei bagni delle spiagge italiane. La loro gestione, che di solito rimane per decenni nelle mani delle stesse persone, passando molte volte di genitore in figlio, rischia di cambiare mano.Dopo la manifestazione a Roma di mercoledì scorso gli operatori di Ravenna chiedono un intervento a Vasco Errani, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, affinché il Governo "apra il tavolo di concertazione". Si tratta del tavolo promesso "per il riordino e la rivisitazione della normativa vigente", giudicato necessario "senza indugio in questa legislatura stante anche la paralisi, per l’assenza di futuro, degli investimenti nel settore". Fiba-Confesercenti Ravenna, Sib-Confcommercio Ravenna, Cna balneatori e la Cooperativa Spiagge sollecitano la deroga alla direttiva europea che il Governo ha già escluso più volte, senza però convocare il tavolo promesso, né concordare con le categorie la conferma o meno dei ‘paletti’ decisi nel dicembre scorso in Parlamento per la legge delega di settore che affronti il problema modulando l’entrata in vigore della direttiva europea."Abbiamo tutti ben chiaro – affermano le categorie – quello che non vogliamo: che le nostre imprese ci vengano tolte e messe all’asta. Abbiamo tutti ben chiaro quello che vogliamo: continuare a svolgere il nostro lavoro" che ha contribuito ad "affermare nel mondo il sistema balneare italiano come una peculiarità e un’eccellenza che distingue positivamente il nostro turismo balneare. Queste cose, assieme a molte altre le abbiamo dette e scritte in maniera chiara e puntuale il 23 febbraio ai ministri Moavero Milanesi e Gnudi; le abbiamo ribadite tutti assieme, con forza e compostezza, a Roma. Per queste motivazioni, continueremo a batterci fino a quando ci verrà data una risposta positiva e sicura".

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