Errani, altri 5 anni alla guida delle Regioni


ROMA, 27 MAG. 2010 – Aveva detto e ripetuto di aver già fatto al sua parte, di considerare conclusa la sua esperienza come presidente della Conferenza delle Regioni. Invece Vasco Errani, rieletto pochi mesi fa governatore dell’Emilia-Romagna, è stato confermato anche alla guida dell’assemblea che riunisce tutti i suoi colleghi, oltre ai presidenti delle province autonome. E, particolare ancora più inaspettato, è rimasto in carica su proposta della maggioranza di centrodestra."Questa è una conferma importante, che nasce da una scelta istituzionale: hanno deciso le Regioni tenendo conto che la Conferenza ha un ruolo fondamentale che è quello di assicurare la piena autonomia delle Regioni e le loro prerogative in un confronto leale con gli altri livelli istituzionali". Ha spiegato Vasco Errani nella sua prima dichiarazione subito dopo la rielezione.Poi è arrivato il momento dei discorsi programmatici. "Ho fatto il presidente per 5 buoni anni e mi appresto a farlo per altri 5 anni – ha assicurato il presidente –  E’ chiaro che il mio modo di lavorare non cambierà: massima disponibilità al confronto e alla collaborazione e fermezza rispetto al ruolo delle regioni a cominciare dal passaggio della manovra e dal federalismo fiscale".Primo banco di prova sarà la manovra varata proprio ieri dal Governo. A tale proposito Errani ha chiarito: "riprenderemo la Conferenza e ne discuteremo, così come discuteremo delle posizioni da assumere unitariamente. Io, lo ripeto, ritengo che così come è insostenibile per le funzioni che deve erogare per le imprese e i cittadini; apriremo un confronto serrato col governo"."La rielezione di Vasco Errani rappresenta un valido segnale". Così il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, ha commentato la notizia in un’intervista all’Ansa. "Esprimo grande soddisfazione perché questa riconferma all’unanimità è un segno di una grande serietà da parte delle Regioni e delle Province autonome, in un momento delicatissimo per la vita del nostro Paese". Anche Luca Zaia, governatore leghista del Veneto, ha chiarito che Errani è stato scelto perché la sua conferma è "l’occasione per dare un segnale di tranquillità e distensione in questo Paese dei grandi dibattiti tra destra e sinistra". Pur facendo notare che "è la prima volta, nella storia di questo consesso, che la maggioranza politica dell’assemblea scelga un presidente che rappresenta la minoranza", Zaia ha aggiunto che "qui ovviamente siamo tutti della stessa squadra, non ci sono casacche".

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