ER terza per importo medio dei mutui alle famiglie


BOLOGNA, 15 APR. 2013 – Un quadro congiunturale ancora fragile, che continua a riflettersi pesantemente sul credito alle famiglie, con il persistere di segnali negativi sul fronte occupazionale, soprattutto giovanile, della fiducia e dei consumi, specie quelli di beni durevoli o di importo più consistente.E’ la fotografia che emerge dall’analisi di CRIF Decision Solutions – la società del Gruppo CRIF specializzata nella realizzazione e gestione di sistemi di supporto decisionale all’erogazione del credito – ha analizzato i dati relativi all’importo medio erogato alle famiglie italiane nel corso dell’anno 2012, distinto per le diverse forme tecniche del credito al dettaglio (mutui, prestiti personali e prestiti finalizzati). La conseguenza è che il credito retail permane caratterizzato da una forte prudenza che caratterizza sia l’offerta, di nuovo influenzata dal fattore rischio, sia la domanda di finanziamenti da parte delle famiglie, che si riflette su rate più contenute e importi medi più ridotti rispetto al recente passato. Alla luce di questo scenario, anche nel 2012 gli importi medi erogati alle famiglie italiane sulle principali forme tecniche continuano a diminuire a fronte di una dinamica fortemente negativa anche dei flussi finanziati.Entrando nel dettaglio e analizzando i dati a livello regionale, in Emilia-Romagna l’importo medio delle 3 forme tecniche di credito alle famiglie considerate nell’analisi di CRIF Decision Solutions risulta sempre al di sopra della media italiana. Nello specifico, per quanto riguarda i mutui si è assestato a 153.172 €, collocando la regione al 3° posto assoluto della classifica nazionale alle spalle del Trentino Alto Adige (oltre 211.000 €) e della Lombardia (170.308 €).Relativamente ai prestiti finalizzati, invece, l’analisi di CRIF Decision Solutions mette in evidenza come l’importo medio erogato in regione sia risultato pari a 4.792 €, collocandosi al 5° posto della graduatoria sempre guidata dal Trentino Alto Adige con 5.640 €.In merito ai prestiti personali, infine, la media rilevata in Emilia-Romagna è stata pari a 12.680 €, che colloca la regione all’11° posto del ranking capeggiato dal Lazio con più di 13.500 euro.Per quanto riguarda le singole province dell’Emilia-Romagna, relativamente ai mutui l’importo medio più consistente è risultato essere quello erogato nelle province di Forlì-Cesena (con 163.935 €, 12° assoluta nella classifica nazionale) e Piacenza (163.813 €), ben al di sopra sia della media regionale sia di quella nazionale. Quello più contenuto, invece, è stato riscontrato a Ferrara (138.222 €) e Parma (138.323 €). Relativamente ai prestiti finalizzati, l’importo medio più rilevante è quello rilevato nella provincia di Modena (che con 5.288 € si colloca al 7° posto assoluto nella graduatoria nazionale), seguita da Ferrara (5.055 €) e Piacenza (4.853 €). All’estremo opposto, l’importo medio più contenuto è risultato essere quello erogato a Forlì-Cesena (4.558 €) e Reggio Emilia (4.580 €).Riguardo i prestiti personali, infine, il più elevato importo medio erogato è stato quello delle province di Modena (14.207 €, 4° posto assoluto del ranking) e di Reggio Emilia (13.099 €) mentre quello più contenuto ha riguardato la provincia di Piacenza (10.363 €, che la colloca all’ultimissimo posto della graduatoria nazionale) seguita da Parma (11.625 €, al 99° posto).“In questi ultimi anni caratterizzati dalla crisi le famiglie hanno profondamente riorganizzato le proprie uscite, spesso rinviando gli acquisti a momenti più propizi, specie nel caso di beni non considerati strettamente indispensabili o per quelli di importo più elevato – illustra Daniela Bastianelli, Research & Innovation di CRIF Decision Solutions -. Considerando che nell’ultimo anno le retribuzioni in termini reali si sono ulteriormente ridotte e che il potere d’acquisto è ulteriormente diminuito, coerentemente i finanziamenti a sostegno di consumi e investimento per la casa si sono tendenzialmente orientati su soluzioni in grado di gravare meno pesantemente sul reddito disponibile, privilegiando di conseguenza importi più leggeri”.A titolo di confronto, a livello nazionale i mutui immobiliari a livello hanno continuato a registrare sia una forte contrazione della domanda sia un’offerta ridotta, caratterizzata da tassi di interesse sulle nuove erogazioni ancora elevati che hanno scoraggiato eventuali richieste. Legati ad un mercato immobiliare in forte crisi, dove le compravendite hanno registrato cali significativi con una dinamica dei prezzi sicuramente più rigida ma in lieve riduzione, i mutui immobiliari erogati hanno infatti registrato un ulteriore contrazione del -3,6% dell’importo medio, che nel 2012 è stato pari a 146.316 euro. Non meno importante è il ridimensionamento dei prestiti finalizzati soprattutto perché riflettono le dinamiche dei consumi durevoli, in particolare dell’auto dove le immatricolazioni hanno registrato una contrazione del -20% circa rispetto al 2011. In calo anche i consumi dedicati ai mobili, arredo ed elettrodomestici, tipicamente sostenuti dall’accensione di un finanziamento. Per questa forma tecnica l’importo medio si è contratto del -4,1% rispetto al 2011, assestandosi a 4.090 euro, indicando anche una riduzione della spesa dedicata a quei prodotti. Decisamente più significativa è la contrazione rispetto al 2009 (-22,3%) e, soprattutto, al 2008 (-29,1%), quando la crisi ancora non aveva fatto sentire tutti i suoi drammatici effetti sulle famiglie. Queste evidenze di riduzione dei consumi e della spesa da destinare agli acquisti si possono intravvedere anche nel trend dei prestiti personali, forma tecnica che ha assunto nel tempo un maggiore appeal presso la clientela per le sue caratteristiche di flessibilità nell’utilizzo, ma che risente anch’essa delle condizioni sfavorevoli per le famiglie. Nel 2012 l’importo medio è calato di un ulteriore -6,7% rispetto all’anno precedente e si è assestato a 12.666 euro, frutto di una contrazione sia degli importi complessivamente finanziati che del numero di contratti sottoscritti. “Considerando la persistente fragilità del quadro macroeconomico e l’incertezza sui tempi di superamento della crisi, le prospettive di crescita del credito alle famiglie per il 2013 si confermano sostanzialmente deboli, condizionate dall’ulteriore aumento dei tassi di disoccupazione e della complessiva contrazione dei redditi disponibili che indurranno i consumatori ad adottare ancora un approccio improntato alla prudenza nelle decisioni di acquisto e di investimento – conclude Bastianelli -. Al contempo le politiche di offerta da parte degli Istituti continueranno a mantenersi selettive a fronte dell’ulteriore innalzamento dei livelli di rischiosità creditizia già evidenziato dai modelli predittivi di CRIF”.

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