ER, stop alle richieste UEsulle auto elettriche


BOLOGNA, 28 FEB. 2013 – E’ troppo alto il numero minimo di punti di ricarica per i veicoli elettrici, da rendere operativi entro il 31 dicembre 2020, chiesto dall’Unione europea al nostro Paeseo. E’ quanto si legge nel documento licenziato all’unanimità dalle commissioni Territorio, ambiente, mobilità, e Politiche economiche della Regione, riunite in seduta congiunta per esprimersi in fase consultiva sulla comunicazione ‘Energia pulita per i trasporti’ della Commissione europea, che chiedeva all’Italia, fra altri risultati da centrare, anche "1.255.000 punti di ricarica di cui 125.000 accessibili a tutti". A giudizio delle due commissioni, si legge in una nota, "sarebbe più opportuno lasciare agli Stati membri l’individuazione degli obiettivi minimi di risultato, dal momento che la situazione di partenza, per quanto riguarda l’Italia, appare alquanto sovrastimata, con il rischio concreto di incorrere in futuro in possibili infrazioni". Insomma, l’Unione europea "chiede al nostro Paese un numero minimo di punti di ricarica per i veicoli elettrici, da rendere operativi entro il 31 dicembre 2020, troppo alto". Secondo i consiglieri emiliano-romagnoli "la Commissione parte dal presupposto, dandolo per acquisito, di una crescente domanda di energia nel settore dei trasporti", finendo quindi per concentrare "tutta la strategia sulla diffusione dell’utilizzo dei carburanti alternativi", quando invece sarebbe prima necessaria "una forte azione volta a contribuire al cambiamento delle risposte da dare alla crescente domanda di mobilità e alla nascita di una nuova domanda di mobilità, più intelligente, sicura, efficiente e sostenibile", con l’obiettivo di arrivare "alla riduzione della domanda di energia".

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