ER, le imprese straniere crescono solo del 2,5%


BOLOGNA, 8 AGO. 2013 – Gli imprenditori stranieri continuano a investire in Emilia Romagna, ma lo fanno meno di prima. La crisi economica raffredda la loro espansione in Regione, senza però riuscire a spegnerla. Unioncamere ha elaborato i dati, relativi a fine giugno, del Registro delle imprese delle Camere di commercio, che fissano a quota 41764 le imprese gestite da non italiani attive tra Piacenza e Rimini. Sono oltre mille in più dello scorso anno, un aumento del 2,5 per cento che è però inferiore di quasi un punto rispetto alla media nazionale. La crescita maggiore si registra in Campania, più 8,6 per cento, quella minore nelle Marche a +0,5, mentre la Basilicata è l’unica regione con il segno meno. L’Emilia-Romagna è nona in classifica, ad aumentare di più qui sono state le ditte individuali, che rappresentano oltre l’84 per cento del totale. Seguono le società di capitale, sostenute dagli acquisti di imprese regionali dall’estero. A livello settoriale, l’incremento maggiore è quello delle imprese del commercio e dei servizi di ristorazione, più forti della debolezza dei consumi. Ma se va più lenta a livello imprenditoriale, la regione conferma di essere tra quelle con la più alta incidenza di stranieri residenti. Secondo l’Istat a fine 2012 hanno sfiorato quota 500 mila, arrivando all’11,2 per cento della popolazione complessiva: la media italiana è del 7,4.

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