Entra nel vivo lo sciopero della Cgil modenese


©Trc-TelemodenaMODENA, 3 APR. 2012 – “Il tema è rilanciare lavoro e domanda interna; serve una diversa politica fiscale, serve la patrimoniale, non serve, invece, ridurre i diritti delle persone”. Giovedì 5 aprile la Cgil invita i lavoratori allo sciopero con due manifestazioni, una a Mirandola e l’altra a Sassuolo, contro la riforma del mercato del lavoro del Governo Monti e la modifica dell’articolo 18. Donato Pivanti, segretario generale Cgil Modena è chiaro: “Il lavoro non c’è perchè non si fanno investimenti, per una politica industriale sbagliata. E’ dal 2003 che denunciamo questa situazione e ora la politica economica europea pensa di contrastare la recessione riducendo i diritti”. Articolo 18 innanzitutto, ma a non convincere la Cgil sono anche altri temi non risolti dalla riforma, come i contratti a progetto, le partite Iva, gli esodati, coloro che hanno abbandonato il lavoro ma che dopo la riforma dello scorso dicembre non hanno diritto alla pensione, e il precariato in generale. Quello degli edili è uno dei settori precari per antonomasia, si viene assunti per la durata del cantiere, poi il lavoro finisce e i muratori restano a casa. La crisi, ormai dal 2007, è stata devastante anche a Modena.

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