UnipolSai, Cimbri: “Serve adesione convinta”


Il tetto di 30 milioni di euro per l’esercizio del diritto di recesso da parte degli azionisti di risparmio A è stata fissata da UnipolSai perché “vogliamo un’adesione convinta a questa proposta”. Lo ha detto l’amministratore delegato di UnipolSai, Carlo Cimbri, rispondendo a una domanda del rappresentante comune degli azionisti di risparmio A, Dario Trevisan, che giudicava “bassa” la soglia di recesso oltre la quale UnipolSai rinuncerà alla conversione delle azioni in ordinarie. “Se i soci” di risparmio A “non ritenessero di andare verso una configurazione più moderna” della struttura del capitale, attraverso la conversione in ordinarie, “a noi non dà fastidio”, ha detto Cimbri nel corso dell’assemblea straordinaria che ha approvato il progetto di conversione, che domani sarà sottoposto al voto delle assemblee degli azionisti di risparmio A e B. Lo riferisce l’Ansa. Quanto alla possibilità di rinunciare al tetto dei 30 milioni, che UnipolSai si è riservata, la società “farà le sue valutazione dopo che i soci si saranno pronunciati”. “Se non c’è un’adesione convinta bisognerà prenderne atto, se si tratta di questioni marginali le valuteremo”. Nel valutare il tetto dei 30 milioni, ha spiegato ancora Cimbri, UnipolSai ha considerato che “le azioni di categoria A capitalizzano meno di 300 milioni e non è che accrescono molto il flottante o la liquidità del titolo, che è uno degli obiettivi dell’operazione”. Il contributo “marginale” al flottante è stato riflesso “nella fissazione dell’ammontare del recesso massimo” che comunque trova “un ancoraggio rispetto a certe prassi di mercato”. “A noi se rimangono le azioni A non cambia assolutamente nulla, faremo un’assemblea in più per gli azionisti di risparmio” ha ribadito Cimbri, a margine dell’assemblea, chiudendo definitivamente la porta alle richieste degli azionisti di risparmio A, scontenti per il rapporto di conversione con le azioni ordinarie e per il tetto al recesso. Cimbri ha fatto capire che, in caso di mancata conversione, il problema sarà degli azionisti di risparmio A: “se non viene deliberata la conversione, i soci resteranno con le loro azioni poco liquide in mano, per noi è ininfluente”.

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