Enia, “fra tre anni tariffe triplicate”


PIACENZA, 14 GEN. 2010 – Nella sola provincia di Piacenza si contano 500 dei 2.400 dipendenti del gruppo Enia. Così, all’indomani dell’annuncio di uno scipopero organizzato il 18 gennaio dai lavoratori della multiutility, dai sindacati locali si leva quindi un grido d’allarme. La denuncia di un management "non all’altezza", con i Comuni proprietari che "stanno a guardare nonostante le troppe incognite sul gruppo", e di un "notevole rallentamento dei processi decisionali senza la condivisione con le parti sociali", è stato lanciato da Floriano Zorzella (Filcem-Cgil), Michele De Rose (Fp-Cgil), Enzo Moggi (Uiltrasporti), Fabrizio Pelosi (Uilcem-Uil), Massimo Pelizzari (Femca-Cisl) e Antonio Pastorino (Fit-Cisl). I sindacalisti hanno annunciato che il 18 lo sciopero partirà con un sit-in alle 4 davanti ai cancelli di Enia a Borgoforte, e poi, alle 10, si terrà un presidio davanti a palazzo Mercanti, sede del Comune. Cgil, Cisl e Uil hanno indirizzato anche un appello ai parlamentari piacentini: "chiediamo loro, al di là dei partiti, di farsi carico delle risposte che mancano da Enia sul suo futuro". I sindacati hanno parlato del rischio concreto che "fra tre anni le tariffe triplichino" e dei rischi di un "depauperamento del valore finanziario come già è avvenuto", se non si faranno scelte precise sugli asset strategici. Inoltre hanno evidenziato che la mancata presentazione del piano industriale produce "una forte incertezza sul livello occupazionale". Parlando del rallentamento decisionale "anche per le cose più banali", i sindacalisti hanno fatto un esempio: "per capire lo stato di confusione, basti pensare che abbiamo avuto due incontri infruttuosi sulle giacche a vento da fornire ai lavoratori che prestano servizio all’esterno – hanno raccontato – Facciamo fatica a ottenere persino questo…".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet