Enia approva la fusione con Iride. Ma Torino no


PARMA, 28 APR. 2009 – L’assemblea straordinaria di Enia riunita ieri a Parma ha dato il via libera alla fusione per incorporazione in Iride praticamente all’unanimità (99,9% dei voti). Il presidente Andrea Allodi ha sottolineato, prima dell’approvazione, "l’importanza della aggregazione che vede nascere la prima utility italiana per la cogenerazione e il teleriscaldamento con una forte presenza nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e nel gas. Una chiara impostazione multibusiness che è il vero valore dell’operazione". All’assemblea sono intervenuti 85 soci in rappresentanza di oltre il 59% del capitale. Presenti i sindaci di Reggio Emilia Graziano Del Rio e di Parma Pietro Vignali, mentre per Piacenza c’era l’assessore Annamaria Fellegara. I tre comuni insieme rappresentano oltre il 44% delle azioni. Nella presentazione del progetto di fusione, Allodi ha ribadito la valenza strategica dell’aggregazione che posiziona bene la nuova utility nella gestione dei servizi idrici e dei rifiuti. "Sarà complessivamente la seconda multiutility in Italia, con 3,6 miliardi di fatturato e 151 milioni di utile netto", ha ricordato.  Più o meno in contemporanea con quella di Enia, avrebbe dovuto riunirsi a Torino, con lo scopo di approvare la fusione, l’assemblea straordinaria degli azionisti di Iride. Ma l’incontro è rinviato stato a giovedì prossimo. Lo ha deciso la stessa assemblea, accogliendo la richiesta del consigliere Angelo Chianale della Fsu, la finanziaria controllata pariteticamente dai Comuni di Genova e Torino, che è socio di maggioranza di Iride.La domanda di proroga è stata presentata poiché il Consiglio comunale di Torino non ha ancora votato la delibera sulla fusione. La trattativa ha infatti subito un brusco stop in seguito alla richgiesta del sindaco del capoluogo ligure, Marta Vincenzi, di destinare almeno il 51% della nascente multiutility al controllo pubblico.

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