Eni, preoccupazione per calo investimenti


I sindacati denunciato ripercussioni del disimpegno Eni in “tutto il sistema industriale italiano”. In Emilia-Romagna, Cgil Cisl e Uil hanno espresso “preoccupazione per l’impatto sui 2 petrolchimici della regione e sul futuro di intere filiere produttive (oltre 10.000 addetti tra diretti ed indotto)”, in collegamento con attività “quali biomedicale, farmaceutica e cosmetica, dal tessile all’edilizia e all’agricoltura, dall’automotive agli elettrodomestici ed al packaging”. “Versalis, società che gestisce la chimica Eni – spiegano i sindacati – anche in Emilia-Romagna ha rallentato gli investimenti”. Alla Regione, i sindacati chiedono di essere coinvolti “nelle relazioni dirette con Eni e di attivare un coordinamento interregionale per focalizzare l’attenzione sui siti integrati di Ferrara, Mantova, Porto Marghera e Ravenna. In questa vertenza lo stesso Governo nazionale non è chiamato a svolgere una funzione di ‘mediazione’ ma deve dire e decidere quale politica industriale e quale futuro per la chimica italiana e, come azionista, quali piani industriali ed investimenti farà Eni nel nostro Paese e non solo in Mozambico, Congo e Angola”.

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