Energia e infrastrutture: le priorità di Legambiente ER


BOLOGNA, 21 NOV. 2011 – Sono l’energia, la lotta ai cambiamenti climatici e quella al consumo del suolo e alle infrastrutture autostradali i temi che Legambiente Emilia-Romagna ha messo al centro del suo decimo congresso, che si è chiuso sabato a Bologna.  L’appuntamento quadriennale, da cui è emersa anche la necessità di ripensare i modelli economici e di produzione che vedono nel Pil l’unico valore, è stato aperto dalla relazione del presidente Lorenzo Frattini, che ha presentato il documento congressuale "la battaglia per l’ambiente contro il degrado civile" e che é stato riconfermato alla guida dell’associazione. Oltre ai numerosi interventi di soci e società civile, hanno portato i loro punti di vista – si legge in una nota – il segretario regionale della Cgil Vincenzo Colla, l’assessore regionale Paola Gazzola, l’associazione Libera Emilia Romagna, il Sindaco di Maranello Lucia Bursi che ha portato l’esperienza sul Patto dei Sindaci. Presenti anche Massimo Serafini, Angelo Gentili ed Andrea Poggio della segreteria nazionale di Legambiente. "La grande partecipazione che si è vista a questo congresso – dichiara Lorenzo Frattini – e la voglia di discutere e confrontarsi sulle principali problematiche ambientali che coinvolgono l’Emilia-Romagna ed il paese, ci danno nuovo entusiasmo a continuare con forza il nostro lavoro. Dopo la grande vittoria referendaria contro il nucleare e a favore dell’acqua pubblica, siamo ancora più fiduciosi nella capacità di vincere le altre grandi sfide che ci aspettano, partendo dallo stop al consumo di territorio, passando per la lotta ai cambiamenti climatici che si attua col risparmio energetico e la produzione di energia rinnovabile e diffusa, senza perdere di vista che queste tecnologie devono essere fatte nel rispetto dei cittadini e del territorio". Oltre alle già elencate priorità per i prossimi anni, dal congresso regionale sono usciti ulteriori spunti come la richiesta di partecipazione dei cittadini alle scelte politiche o l’invito agli amministratori di mettere in atto le buone intenzioni spesso solo enunciate l’attenzione alle aree più marginali come l’Appennino. Una "forte stigmatizzazione" è emersa anche dalle recenti prese di posizione del neo ministro all’Ambiente Clini: l’associazione "vigilerà sull’operato del ministero all’ambiente, chiedendo che si restituisca il ruolo da protagonista che il Ministero ha perso negli ultimi anni. Non è certo con dichiarazioni a favore di nucleare ed Ogm che si possono perseguire questi obiettivi".

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