Emmanuel: gli agenti continuano a non parlare


PARMA, 16 GEN. 2009 – Si sono svolti per tutta la mattinata gli interrogatori di convalida degli arresti domiciliari per i quattro agenti della Polizia municipale di Parma indagati per la vicenda del presunto pestaggio di Emmanuel Bonsu Foster, lo studente ghanese di 22 anni fermato per errore nel corso di un’operazione antidroga condotta in un parco cittadino lo scorso 29 settembre. Assieme agli agenti agli arresti domiciliari si sono presentati per l’interrogatorio dal Gip Pietro Rogato, di fronte alla Pm Roberta Licci e ai rispettivi legali, anche gli altri sei vigili per i quali la Procura ha chiesto e ottenuto la sospensione dai pubblici uffici perché indagati nell’ambito della stessa vicenda. A quanto si è appreso, tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Anche se alcuni degli avvocati difensori ieri si erano detti certi che i loro assistiti avrebbero collaborato con gli inquirenti, oggi Michele Dalla Valle spiega che "la scelta di non parlare è dovuta alla necessità di leggere le duemila pagine di atti che la Procura soltanto ieri ci ha consegnato". Gli atti raccolti dalla procura compongono infatti un fascicolo di oltre 2000 pagine, mentre quelle dell’ordinanza sono 45. Ciò implica l’esistenza di nuove prove, che si aggiungono alla foto in cui uno dei vigili posa accanto a Emmanuel mostrandolo come un trofeo e che aggraverebbero così la posizione, peraltro già pesante, degli indagati. Gli agenti sono accusati, infatti, di reati come sequestro di persona, violenza privata e ingiurie, aggravati, nel caso dei 4 arrestati, da accuse di razzismo. "Adesso bisogna decidere se ricorrere al Tribunale della libertà", prosegue Dalla Valle. E i termini per rivolgersi al Riesame di Bologna sono fissati in dieci giorni.Non è comunque la prima volta che i 10 agenti rifiutano di parlare di fronte al Gip. Già in novembre, subito dopo l’inizio delle indagini sul loro conto, i pubblici ufficiali avevano deciso di non dire una parola. Un comportamento che lo stesso procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia aveva giudicato "anomalo". Secondo lui, questa scelta rappresentava "un precedente" assoluto, soprattutto in considerazione del fatto che ad avvalersi della facoltà di non rispondere erano pubblici ufficiali e non semplici cittadini. Riproponendo oggi il medesimo atteggiamento, la Polizia municipale contribuisce a rafforzare il muro di omertà che fino ad ora ha costrutito intorno alla vicenda di Emmanuel e che gli inquirenti puntavano invece a scalfire attraverso gli interrogatori di garanzia. Nella prima fase dell’inchiesta, era stato addirittura negato che Bonsu fosse stato colpito, ma l’immediato riscontro delle dichiarazioni del ragazzo ha ben presto smentito i Vigili urbani e ha fatto luce sulla reale conclusione dell’operazione antidroga nella caserma di via del Tiglio. Un epilogo di cui ha pagato le conseguenze anche l’assessore Costantino Monteverdi, che con una lettera al Sindaco ha rimesso ieri la delega alla Sicurezza, pur mantenendo le altre competenze e la carica all’interno della giunta comunale. "Mi sento estraneo a questo fatto, ma non voglio strumentalizzazioni", ha spiegato Monteverdi commentando quello che l’opposizione ha definito "un gesto dovuto, tardivo e parziale".

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