Emmanuel Bonsu, a giudizio i dieci vigili urbani


PARMA, 15 MAG. 2009 – La Procura di Parma ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per i dieci vigili urbani coinvolti nell’inchiesta sul pestaggio di Emmanuel Bonsu Foster, il ghanese di 22 anni che lo scorso settembre venne ‘fermato per errore’ in un’operazione antidroga condotta nel parco ex Eridania dal Nucleo di pronto intervento della polizia municipale. Non cambiano le ipotesi di reato che la Procura contesta ai agli dieci vigili indagati: sequestro di persona, lesioni, minacce, calunnia, falso ideologico e materiale. Reati che i vigili avrebbero commesso in concorso tra loro. Il Gup Maria Cristina Sarli dovrà adesso fissare la data dell’udienza preliminare. E’ stato scarcerato intanto l’ultimo degli agenti (quattro in totale) per i quali era stata disposta la misura dei domiciliari. Un occhio pesto e una busta in mano con su scritto, a lato dello stemma del Comune di Parma, “Emanuel negro”. Così si era presentato alla stazione dei Carabinieri verso la fine di settembre lo studente ghanese. Emmanuel denunciò l’aggressione subita, le violenze e le frasi razziste da parte della polizia municipale. Un caso arrivato a poche settimane di distanza dalla fotografia di una prostituta nigeriana, ripresa all’interno di un comando dei vigili, col corpo seminudo disteso a terra in una cella. Altre indecorose immagini si sono aggiunte alla serie, tali da riportare alla mente le foto scioccanti della prigione irachena di Abu Ghraib. Il giovane Emmanuel ritratto come fosse un trofeo di un safari, abbracciato da un vigile sorridente. Una foto trovata dalla procura sul computer di un agente. Un album ricordo che non ha di certo messo in buona luce Parma, la città della Carta della sicurezza, quel documento con cui una ventina di sindaci avevano chiesto più (super)poteri per tutelare l’ordine pubblico.

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