Emissioni agricole, iniziate consultazioni


Linee guida per la riduzione delle emissioni in atmosfera provenienti dalle attività agricole e zootecniche. Confagricoltura Emilia Romagna: <E’ necessario che la Regione chieda al Mipaaf profonde modifiche allo schema in discussione. Le norme gestionali e strutturali vanno riviste perché non sostenibili o applicabili per le imprese agricole. Pur condividendo la necessità di migliorare la sostenibilità ambientale sia delle coltivazioni che degli allevamenti, si ritiene che questo risultato possa essere raggiunto attraverso un uso più razionale delle risorse naturali nei processi produttivi – partendo da un efficiente utilizzo dell’azoto (sia di origine organica che chimica) – e non chiedendo invece alle imprese agricole ulteriori sforzi economici e investimenti strutturali impossibili da realizzare, se non con costi che porterebbero inevitabilmente alla chiusura delle aziende con conseguenze drammatiche sulle filiere di riferimento tra cui quelle Dop e Igp>. Ad avviso di Confagricoltura Emilia Romagna “trasformare gli allevamenti nati per essere ‘aperti e ad aria naturale’ – stante la tipologia ambientale dell’Italia – vorrebbe dire non solo stravolgere tutte le aziende zootecniche ma anche e soprattutto modificare il comparto operando una profonda industrializzazione a costi insostenibili. <Più corretto sarebbe – sottolinea l’organizzazione agricola regionale – intervenire nell’ambito degli allevamenti cercando di migliorare le modalità gestionali, riducendo i volumi di escrezione per unità di prodotto finito e contenendo le emissioni dell’escreto una volta prodotto; e lavorando su linee sostenibili, applicabili e soprattutto compatibili con le tipologie degli allevamenti italiani, tenendo sempre presente che le azioni “a monte” sono di gran lunga più importanti da perseguire e da attuare. Con l’avvio della consultazione tecnica al Mipaaf è necessario – conclude l’organizzazione agricola – che si formalizzi una procedura di discussione, con ampio coinvolgimento del territorio e delle imprese, e una linea omogenea e cogente per tutta l’area del Bacino Padano, nell’intento di dare unità di azione ed evitare sperequazioni applicative che vanificherebbero l’efficacia e la portata degli interventi>. E Confagricoltura nazionale presidierà a Roma lo svolgimento dell’iter.

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