Emiliane di A, Parma in cielo, Bologna a galla


BOLOGNA, 16 MAG 2010 – Bilancio positivo per le emiliane di Serie A: Parma e Bologna festeggiano la permanenza nella massima Serie, e possono programmare un futuro auspicabilmente migliore.GRANDE PARMA – Nella città Ducale ci avrebbero messo la firma, probabilmente, su un campionato così tranquillo, passato in larga parte nelle zone alte della classifica, senza mai ritrovarsi invischiati nella lotta per la salvezza, che sembrava invece l’obiettivo stagionale per una squadra neopromossa. Con un inizio folgorante, una metà campionato conservativa e un ottimo finale i ragazzi di Guidolin hanno saputo raggiungere un inaspettato ottavo posto, prendendosi il lusso di lasciare dietro a sé squadre come Genoa, Fiorentina e Lazio. 52 i punti messi da parte, soltanto 3 in meno di quanti sarebbero serviti per agguantare la Juventus, ultima delle squadre qualificate per le coppe europee. Un piccolo rammarico, per i ducali, che in un’annata bellissima possono trovare un piccolo rimpianto. Il merito della cavalcata ducale va in primis al Presidente Leonardi, capace di costruire una squadra bilanciata, che ha integrato ottimi giovani talenti, come Lanzafame, Mariga (poi passato all’Inter) Bojinov e Biabiany con giocatori d’esperienza e di sicuro affidamento, come Zaccardo e Panucci. Un plauso va fatto anche all’eccellente lavoro di Guidolin, che ha gestito un gruppo fin troppo buono. L’ex tecnico di Bologna e Palermo quasi sicuramente si scambierà la panchina con l’udinese Marino. A Parma, comunque, lascerà un ricordo eccellente.BOLOGNA: SALVEZZA E BASTA – Soddisfazione a metà, invece, a Bologna. La salvezza è arrivata, e anche su questo risultato si sarebbe messa la firma prima dell’inizio del campionato. Ma è arrivata con il quart’ultimo posto, messo al sicuro grazie a un fortunoso autogol nello scontro diretto con l’Atalanta. Un epilogo felice, ma che pone molti dubbi sul futuro. Come l’anno scorso, il Bologna è tra le quattro peggiori squadre della Serie A: quanto a lungo può mantenere la categoria senza fare investimenti?Il futuro, sotto le Due Torri, non è roseo, e nemmeno tanto chiaro. Di certo rimarrà Colomba, che ha firmato un biennale sull’onda dell’entusiasmo per il periodo d’oro invernale. Dubbi invece rimangono sulla presidenza: i Menarini dicono di non voler mollare la società, ma stanno ancora cercando imprenditori disponibili a investire. In bilico anche Baraldi, il direttore sportivo che aveva finalmente portato a Bologna una degna pianificazione tecnica.A livello di rosa, poi, i dubbi sono ancora più profondi: rimarrà Di Vaio, ed è già molto, ma tra giocatori in prestito e in scadenza potrebbero andarsene molti altri. Solo alcuni nomi: Viviano, Buscé, Zalayeta, Adailton, Modesto. Senza investire altro denaro, come pensa la società di sopperire a queste perdite?

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