Emilia Romagna terra di patate


BOLOGNA, 3 SET. 2010 – La più famosa è la patata di Bologna, che recentemente si è vista assegnare da parte dell’Unione Europea il bollino Dop (Denominazione d’origine protetta). Ma anche al di fuori delle terre comprese tra i fiumi Sillaro e Reno la patata cresce bene, al di là delle etichette che vi si possono applicare. L’Emilia-Romagna, con 6 mila 500 ettari coltivati e una produzione  2009 di circa 225 mila tonnellate, è uno dei principali produttori di patate a livello nazionale. Per questo, visti i numeri, il contratto di filiera firmato oggi in Regione assume un valore nazionale e non solo locale. Le  organizzazioni dei produttori  Appe, Assopa, le principali cooperative del settore e,  per i commercianti, Fruitimprese e Ascom si sono messe d’accordo, per i prossimi tre anni, circa le caratteristiche qualitative del prodotto, le modalità di definizione del prezzo, di cessione del prodotto, sia in natura sia confezionato, e di pagamento, oltre alla costituzione di un fondo di esercizio privato interprofessionale che dovrà promuovere azioni di promozione e diffusione anche sui mercati esteri della patata emiliano-romagnola.Per quanto riguarda la qualità, a garantirla sarà la normativa regionale in materia di produzione integrata. Un rispetto che verrà evidenziato dal marchio Qc, "qualità controllata". E’ questo il vantaggio più evidente per i consumatori derivante dall’accordo quadro di filiera. L’accordo – ha sottolineato in una conferenza stampa l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni – "è un modello di relazione di filiera che consideriamo valido per tutti i comparti produttivi agroalimentari dell’Emilia-Romagna, la bussola di una buona agricoltura per i prossimi anni". L’intesa fissa quantità e qualità del prodotto (circa 100 mila tonnellate, pari a circa il 45% della produzione regionale), ad un prezzo fissato dalla Borsa Patate di Bologna. Un accordo che – hanno sottolineato gli interessati – è destinato ad avere effetti su tutta la produzione del centro-nord.Il contratto siglato oggi è solo uno degli interventi previsti dal progetto di filiera della patata, che prevede da parte del Piano di Sviluppo Rurale della Regione investimenti per 8 milioni di euro. Nel corso della conferenza stampa, a cui hanno partecipato tutti i firmatari (associazioni Appe, Assopa, maggiori cooperative del comparto e, per i commercianti, Fruitimprese e Ascom) è stato espresso l’auspicio che il tavolo con produttori e commercio presto possa essere allargato alla grande distribuzione che – ha sottolineato Giulio Romagnoli, titolare di un’azienda leader del settore – "non può essere vista come un antagonista ma come un partner anche se, a volte, con le vendite sottocosto, ci fa male".

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