Emilia-Romagna, terra di biomedicale


MODENA, 23 APR. 2012 – L’Emilia-Romagna è la regione italiana a maggior vocazione industriale e la seconda, dopo la Lombardia, per importanza di dati riferiti al settore dei dispositivi medici, con circa 10.300 addetti (20% del totale nazionale) e un fatturato Italia che supera i 2,2 miliardi. Sono il 12,8% del totale nazionale le imprese del settore presenti in Emilia-Romagna: si tratta di 349 aziende, in gran parte micro (55%) e piccole (32%). Questi, in sintesi, i dati del Rapporto ‘Produzione, ricerca e innovazione dei dispositivi medici in Emilia-Romagna’ curato da Assobiomedica, Confindustria Modena, Confindustria Emilia-Romagna."Quello dei dispositivi medici – dice il presidente di Assobiomedica, Stefano Rimondi – è un settore ad alta tecnologia, alta intensità di ricerca e rapido tasso d’ innovazione. Pur modesto in termini di spesa sanitaria assorbita, è però estremamente qualificante per l’intero Servizio sanitario. Trattandosi di un settore non conosciuto a sufficienza, Assobiomedica nel 2011 ha dato vita a un osservatorio sugli investimenti in produzione, ricerca e innovazione, i cui risultati sono illustrati in un apposito Rapporto sul settore in Italia."Una ricerca che è stata presentata venerdì a Modena, ovvero "nella provincia dove è presente il distretto biomedicale più importante d’Europa", tiene a sottolineare Rimondi. Modena è infatti la seconda provincia dell’Emilia-Romagna per concentrazione di imprese del settore (26,4% ) – spiega il Rapporto – ma è la prima per numero di addetti (34%) e per fatturato (38%).Le imprese della provincia si concentrano in tre aree: l’area Nord, l’area di Carpi e l’area di Modena. Il 90% del fatturato Italia della provincia è riconducibile alle imprese dell’area Nord, dove si trova il distretto di Mirandola. Il distretto nasce e si caratterizza nella produzione di ‘disposables’ (il 58,1% degli operatori del segmento sono in Emilia-Romagna), ovvero prodotti in plastica monouso, componentistica per dialisi, nella quale Mirandola è leader sul mercato europeo. Altri mercati di particolare rilevanza nell’area sono anche il trasfusionale e autotrasfusionale, il cardochirurgico, l’anestesia e la rianimazione.

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