Emilia-Romagna, locomotiva nonostante la crisi


BOLOGNA, 26 FEB. 2011 – Gli effetti della crisi sono arrivati anche qui, non c’è dubbio. Ma l’Emilia-Romagna continua ad essere una delle locomotive dello sviluppo economico italiano. Ben cinque province della Regione sono infatti nella top ten della fotografia scattata dall’area Mezzogiorno di Confindustria sugli "Indicatori economici e sociali regionali e provinciali". Brilla, in particolare, Rimini, che guida la rappresentanza regionale ed è, in Italia, seconda solo a Milano. Gli indicatori dell’associazione degli industriali sono stati elaborati per evidenziare il grande divario fra nord e sud e non lasciano spazio a dubbi: le prime posizioni della graduatoria – elaborata tenendo conto del pil pro capite, ma anche degli aspetti sociali e di qualità delle vita delle province italiane (dall’occupazione ai depositi bancari, dagli anni di studio ai consumi di energia) – sono occupate quasi esclusivamente da città del Nord. Mentre all’estremo opposto si trovano solo città del Sud.Posta uguale a 100 la media nazionale del periodo 2008-2009, l’indicatore sintetico per la Provincia di Rimini è di 139,14. Un risultato positivo, trainato dall’industria del turismo, che offre l’immagine di una Regione che ha resistito meglio di altre alla crisi. Anche perché, subito dopo, arrivano Ravenna (quinta con 134,33), Bologna (settima con 129,83), Parma (ottava con 122,35) e Reggio Emilia (nona con 122,04). Non ci sono altre regioni che possano vantare una performance così positiva, almeno per quanto riguarda le prime dieci posizioni, dove ci sono due province lombarde (Milano e Mantova) insieme a Trieste, Verona e Aosta: una fotografia che, pur facendo emergere un dato rincuorante per l’Emilia-Romagna, denuncia una situazione problematica in termini di disparità a livello nazionale. Basti pensare che l’indicatore della città più sviluppata (Milano, 145,15) è ben superiore al doppio di quella più depressa (Enna, 61,24).E’ a ridosso delle prime posizioni Modena (dodicesima con 121,06), mentre restano più staccate Piacenza (27/a a 109,83) e Forlì-Cesena (33/a con 108,00). A chiudere la classifica, per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, è la provincia di Ferrara, unico territorio regionale che si trova sotto, sia pur di poco, la media nazionale: è infatti 53/a con un indicatore di 99,10. Fra le città di medio-grandi dimensioni è incoraggiante il dato di Bologna, che è preceduta da Milano e Trieste, ma che ha un indicatore sensibilmente migliore di Firenze, Roma, Torino e Genova.

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