In Emilia Romagna l’agricoltura fa “rete”


Il contratto di rete nel settore agroalimentare ha già coinvolto quasi 900 aziende sul territorio nazionale, una su sette è in Emilia Romagna, con un trend in costante crescita.
E’ quanto emerso al convegno organizzato da Confagricoltura Bologna su “Le reti d’impresa in agricoltura: uno strumento in più per le nostre aziende”, nel quale sono stati illustrati e approfonditi i numerosi punti di forza del nuovo modello di collaborazione tra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi nell’ottica di incrementare la capacità innovativa e produttiva e quindi la maggiore competitività sul mercato. Il contratto di rete agricolo, introdotto nel 2014, offrirà alle imprese l’opportunità di mettere in comune i fattori produttivi (terreni, macchinari, strutture, manodopera) per accrescere e migliorare la produzione agricola. “Un’occasione da non perdere e un passo avanti improrogabile per le aziende agricole orientate verso una strategia di marketing più aggressiva soprattutto sui mercati esteri” – ha detto Gianni Tosi, presidente di Confagricoltura Bologna. Dei benefici per le aziende unite in rete ne è certa la responsabile Reti di Impresa di Confagricoltura, Maria Cristina D’Arienzo. E’ lei che sta promuovendo in tutta Italia il nuovo modello di agricoltura: ha incontrato in un anno oltre 2mila imprenditori e formato una squadra di “manager di rete” in grado di accompagnare per mano l’agricoltore fino alla firma del contratto e persino oltre.

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