Emilia-Romagna, la vita in carcere è sempre più dura


15 OTT. 2009 – La situazione delle carceri emiliano-romagnole continua a peggiorare. Gli ultimi dati, relativi al 31 dicembre 2008, sono stati presentati oggi alla commissione assembleare Politiche per la Salute e Politiche sociali dall’assessore regionale Annamaria Dapporto. E parlano di 4.074 detenuti, dei quali 2.116 stranieri, con un tasso di sovraffollamento rispetto alla capienza regolamentare del 179,16%. In particolare, a Piacenza, all’Opg di Reggio Emilia, a Modena, a Bologna e a Ravenna i detenuti sono molto più del doppio della capienza delle strutture. Mentre gli agenti operanti sono solo 1.758, con un 26,8% in meno rispetto all’organico necessario. "In Emilia-Romagna è stato superato il dato pre-indulto: a giugno 2006 i detenuti erano infatti 4.053 – ha spiegato l’assessore Dapporto – La straordinaria situazione di gravità in tutte le strutture penitenziarie della Regione pregiudica ogni possibilità di percorso riabilitativo dei detenuti e aggrava le condizioni sanitarie, causando pericoli di contagi e pandemie. Per questo il presidente Errani ha più volte sollecitato il ministro Alfano per riportare l’attenzione del Governo alla situazione delle carceri nella nostra regione". Nella nostra Regione, solo 1.379 detenuti risultano condannati in via definitiva. Rappresentano il 33,85% del totale, a fronte di un dato nazionale pari al 45,74%, mentre 2.230 sono imputati in attesa di giudizio (54,74%). L’incremento delle custodie cautelari riguarda soprattutto i detenuti stranieri: dei 2.116 detenuti stranieri, il 73,93% è in attesa di giudizio. Per quanto riguarda il lavoro in carcere, invece, in Emilia-Romagna solo il 18,5% dei detenuti ha la possibilità di lavorare qualche ora. Ma se si considera tutta l’Italia, il valore sale al 24,4%. Le donne detenute in Emilia-Romagna al 31 dicembre 2008 sono 123, quelle in attesa di giudizio sono quasi il 70%, le straniere sono 64. I bambini in carcere sono 2, di età inferiore a tre anni e 2 le donne in stato di gravidanza.La Regione Emilia-Romagna svolge una serie di attività e interventi di politica sociale a favore dei detenuti ed ex-detenuti, che sono regolati dal Protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia, consolidato e ampliato dalla legge regionale n.3/2008 "Disposizioni per la tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari della Regione Emilia-Romagna". Nel 2008 la Regione attraverso il "Programma finalizzato a contrasto della povertà e dell’esclusione sociale" ha finanziato i Comuni sedi di carcere con 400 mila euro, quasi raddoppiati dagli enti locali. Attraverso i Piani sociali di zona i Comuni sedi di carcere gestiscono i progetti mirati alla mediazione culturale, al miglioramento della qualità della vita in carcere, alla mediazione culturale attraverso gli sportelli informativi per i detenuti, e al reinserimento socio-lavorativo delle persone in area penale.Nel 2008 a queste risorse si è aggiunto un finanziamento di 100 mila euro per due progetti di reinserimento sociale a due centri di accoglienza per ex-detenuti, uno a Reggio Emilia ed uno a Rimini, e per un progetto di formazione congiunta rivolto ad operatori sociali del Comune di Bologna.

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