Emilia Romagna, la spesa delle famiglie a +3%


Il reddito pro capite in Emilia-Romagna si è attestato a 22.927 euro per abitante, valore secondo solo al Trentino Alto Adige a livello nazionale, con una crescita del 2,4% in linea con la media italiana e al di sotto del dato relativo al Nord-Est.
La spesa complessiva delle famiglie per l’acquisto di beni durevoli è aumentata del 3%, un punto percentuale oltre alla media nazionale, il livello di spesa medio di una famiglia emiliano-romagnola si è attestato sui 2.807 euro: solo in Trentino Alto Adige si è speso di più.
Il maggiore impulso a questo incremento è arrivato soprattutto dal comparto mobilità:
auto nuove +1,7%, auto usate + 5,9% e motoveicoli + 8,9%.
Contributo molto positivo anche dagli acquisti di mobili, che con un +3% presentano la miglior dinamica a livello nazionale.
A livello provinciale la spesa per i beni durevoli ha evidenziato una maggiore vivacità a Ravenna (4,1%), Bologna (3,8%), Piacenza (3,4%) e Ferrara (3,3%).
Consumi particolarmente brillanti a Modena, al secondo posto tra le provincie italiane con 3.063 euro di spesa per i durevoli.

Questi sono i principali risultati della ventiquattresima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca sul consumo di beni durevoli in Emilia-Romagna, presentato oggi a Bologna.

Nel 2017 l’economia dell’Emilia-Romagna ha sperimentato la più ampia crescita in termini di PIL tra le regioni italiane, insieme alla Lombardia. In aumento anche il reddito disponibile pro capite (+2,4%), che sperimenta un rialzo perfettamente in linea con la media italiana ma al di sotto del dato relativo al Nord-est e si attesta sui 22.927 euro per abitante: un valore secondo solo al Trentino Alto Adige.

La spesa complessiva per i beni durevoli registrata in Emilia-Romagna è stata pari a 5.620 mn di euro (+3% rispetto all’anno precedente, +2% in Italia), su un totale nazionale pari a 60.558 mn di euro, con le famiglie emiliano-romagnole che hanno speso in media 2.807 euro: solo in Trentino Alto Adige si è registrato un valore più elevato.

Aumenta il reddito disponibile pro capite in tutte le provincie emiliane. Trend più che positivo per Bologna (+2,6%, in decisa accelerazione rispetto al +1,4% dello scorso anno), che con 26.025 euro è stata la seconda provincia italiana dopo Milano. Cresce più di lei solo Ferrara con un netto +3% (19.997 euro), mentre aumentano del 2,5% (+2,4% in Italia) Piacenza (22.281 euro), Modena (23.098 euro) e Ravenna (21.634 euro). Seguono con risultati positivi Forlì-Cesena (+2,4%, seconda provincia della regione con 23.860 euro), Rimini (+2,1%, 19.908 euro), Parma (+2,1%, 22.721 euro) e Reggio Emilia (+1,9%, 21.439 euro).

Tassi d’incremento positivi (seppur in frenata rispetto al boom del 2016) in tutto il territorio regionale per quanto riguarda il mercato delle auto nuove. Invariati i tre gradini del podio rispetto allo scorso anno, con Bologna che si conferma capolista facendo registrare una spesa complessiva di 455 mn di euro (+2,8%), seguita da Modena con 308 mn di euro (-0,1%) e Reggio Emilia con 222 mn di euro (+1,8%). Ravenna, con un brillante +5,5%, guida invece la classifica delle province con gli aumenti maggiori, seguita da Rimini (+5%) e Ferrara (+3%), aumenti particolarmente significativi rispetto alla media nazionale (+0,1%).

Fa ancora meglio il comparto delle auto usate, evidenziando un’accelerazione rispetto al 2016. Corrono Parma (+7,8%) e Modena (+7,2%), seguite a stretto giro da Reggio Emilia (+6,5%), Piacenza (+6,3%) e Bologna (+6,2%) con andamenti superiori alla media nazionale (+5,5%). Proprio il capoluogo guida la classifica dei consumi complessivi con 388 mn di euro, seguita da Modena (276 mn di euro) e Reggio Emilia (192 mn di euro).
Ottime performance anche per il settore dei motoveicoli, seppure in rallentamento rispetto allo scorso anno. Trainano la crescita Bologna (+14,6%) e Rimini (+10,8%), leader anche nella classifica dei volumi con rispettivamente 49 mn di euro e 15 mn di euro. In grande espansione Ravenna (+9,2%, 12 mn di euro), Parma (7,5%, 13 mn di euro) e Piacenza (7,3%, 10 mn di euro).

Settore dei mobili in grande fermento, con trend superiori alla media italiana (+1,8%) in tutte le province tranne Forlì-Cesena e Rimini (entrambe +1,1%). Piacenza (+4,1%) fa segnare il risultato migliore (84 mn di euro), seguita da Ferrara (+3,7%, 98 mn di euro) e Bologna (+3,6%, facendo registrare le spese maggiori con 299 mn di euro), mentre Parma (124 mn di euro), Modena (204 mn di euro) e Ravenna (115 mn di euro) crescono del +3,4%. Crescita meno pronunciata per Reggio Emilia a +2,3% (144 mn di euro), comunque al di sopra del rendimento nazionale.

Quadro stabile per quanto riguarda gli elettrodomestici grandi e piccoli, frenando rispetto alla crescita dello scorso anno (+3,2% a livello regionale). Modena (+0,7%, seconda provincia a livello regionale con 62 mn di euro) riesce a strappare un rendimento in linea con il dato nazionale, mentre nelle altre province il trend è più lento ma positivo tranne che per Rimini (-0,6%) e Forlì-Cesena (-1,1%). Guida la classifica della spesa complessiva Bologna, con 86 mn di euro.

Come per il 2016 si conferma in calo il mercato dell’elettronica di consumo, con percentuali tuttavia migliori rispetto al quadro nazionale. Modena riesce a contenere la contrazione (-2,9%), mentre le altre province accusano cali compresi tra il 3,1% (Ravenna) e il 3,5% (Parma) ad eccezione di Rimini (-4,6%) e Forlì-Cesena (-5,5%), che chiudono il gruppo.

In diminuzione anche i consumi all’interno del settore dell’Information Technology. Tuttavia, come per l’elettronica il comportamento dei consumi nelle province è migliore in confronto alla debolezza riscontrata in Italia (-3,9%) ad eccezione di Forlì-Cesena (-4,8%) e Rimini (-5,5%). Particolarmente contenuta la contrazione a Parma (-0,6%), Bologna (-0,7%) e Ferrara (-0,9%). Il capoluogo guida saldamente la classifica dei consumi complessivi con 46 mn di euro, seguito da Modena (31 mn di euro) e Reggio Emilia (23 mn di euro).

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