Emilia Romagna, immigrati 13% dell’occupazione


Un convegno, in programma domani mattina nella sede della Cisl regionale a Bologna, dal titolo “Il valore aggiunto dei lavoratori immigrati” per riflettere sul ruolo dei lavoratori stranieri nell’economia regionale. A organizzarlo sono la stessa Cisl e l’Anolf-Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere dell’Emilia-Romagna. In regione, viene spiegato in una nota, i cittadini stranieri residenti compongono il 12% della popolazione di cui la maggioranza, il 53,4%, è composta da donne, mentre i bambini stranieri sono il 15,6% degli alunni che frequentano le scuole dei vari ordini, di cui il 60,7% nati in Italia. “Troppo spesso in questo Paese – sottolinea Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl regionale – si parla a sproposito di immigrazione, quasi sempre in termini di emergenza, di ordine pubblico o di problema. Certo, talune difficoltà sono sotto gli occhi di tutti e vanno affrontate, ma è miopia pura ignorare che oggi in Italia oltre 5 milioni di cittadini di origine straniera vivono, lavorano e sono parte integrante della nostra società e della nostra economia”.
In Emilia-Romagna, secondo i dati Istat del 2015, “risultano occupate 248.000 persone di cittadinanza non italiana, il 12,9% dell’occupazione complessiva. L’occupazione maschile incide per il 54,5%, pari a 135.000 unità, mentre quella femminile interessa quasi 113.000 persone. Di questi il 25,8% lavora nel settore dell’industria e il 55,1% nei servizi”. Tra i relatori del convegno Chiara Tronchin, ricercatrice della Fondazione Leone Moressa, che ogni anno stila un rapporto
sull’economia dell’immigrazione e calcola il contributo dell’immigrazione al Pil italiano, Andrea Stuppini, ricercatore presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna, e l’europarlamentare Cècile Kyenge.

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