Emilia Romagna, economiaa segno meno nel 2012


BOLOGNA, 18 DIC. 2012 – Prima le abbondanti nevicate dell’inverno, poi la siccità estiva, in mezzo la tragedia del terremoto con le sue pesanti conseguenze e, come costante, la crisi globale con cui fare i conti. Dire che il 2012 è stato un anno difficile per l’Emilia Romagna è dir poco. E adesso, che è l’ora dei bilanci, i numeri del Rapporto sull’economia regionale realizzato da Unioncamere e Regione Emilia Romagna sono quasi tutti di segno negativo. A cominciare dal meno 2,6 per cento che fotografa il calo reale del Pil, un dato addirittura superiore rispetto al meno 2,4 previsto a livello nazionale. E che si riflette sul mercato del lavoro.A soffrire particolarmente è il settore delle costruzioni, che non riesce ad uscire da un tunnel in cui è entrato ormai 4 anni fa. Vanno male anche la manifattura, a meno 4 per cento di produzione, e il commercio al dettaglio che risente del calo di consumi e redditi. Tra i pochi valori positivi resiste l’export. Il più 2,3 per cento è un valore inferiore rispetto agli anni scorsi, ma l’apertura ai mercati esteri e all’innovazione sono fondamentali per recuperare produttività nel 2013 che sta per cominciare.

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