Emilia-Romagna e Toscana a braccetto fuori dalla crisi


BOLOGNA, 3 SET. 2009 – Insieme fuori dalla crisi. Toscana e Emilia-Romagna hanno deciso di andare a braccetto, affidando il rilancio delle loro economie ad un’unica regia e ad una serie di progetti comuni. Un obiettivo messo nero su bianco nel protocollo d’intesa fra le Camere di Commercio, firmato da Pierfrancesco Pacini e Andrea Zanlari, i presidenti di Unioncamere delle due regioni che insieme rappresentano il 16% del Pil nazionale. L’accordo parte dalla consapevolezza che "la competitività delle aziende nell’ambito di un mercato globale è correlata all’appartenenza a filiere, distretti territoriali, raggruppamenti d’impresa e, più in generale, alla capacità di promuovere e costruire relazioni e collaborazioni in grado di superare i confini amministrativi". Le iniziative riguarderanno il monitoraggio delle economie locali e l’informazione economica, lo sviluppo dei distretti industriali e dei sistemi locali, la promozione della logistica e infrastrutture di interesse interregionale, la collaborazione sulle politiche europee. Questo impegno si realizzerà anche attraverso la collaborazione su progetti relativi alle politiche europee e le le risorse comunitarie. Tra le iniziative e i progetti considerati prioritari anche la realizzazione di convegni per l’approfondimento di tematiche di interesse comune, eventi di formazione congiunta dei funzionari camerali, incontri per la presentazione di progetti ed esperienze d’eccellenza di singole Camere di Commercio o delle Unioni regionali finalizzati alla ricerca di efficienza ed economie di scala e all’integrazione dei servizi camerali. Verrà attivato un tavolo di indirizzo e coordinamento composto da tre rappresentanti per ciascuna Unione regionale, con lo scopo di impostare le linee dell’attività e di verificarne poi lo stato di attuazione. Un tema di particolare attualità riguarda l’individuazione di proposte comuni in vista della riforma della legge 580 del 1993, che regola l’istituto camerale e che dovrà essere varata con un decreto delegato entro gennaio del 2010, attraverso un intesa tra Stato e Regioni.  

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