Emilia-Romagna contro il nucleare: è un passo indietro


ROMA, 10 LUG 2009 – Il governo Berlusconi, dopo le tante parole spese sul “federalismo”, continua a procedere in modo unilaterale. E’ l’opinione di Vasco Errani, governatore emiliano-romagnolo e presidente della conferenza delle regioni, che cita in particolare la questione nucleare di cui si occupa il ddl sullo sviluppo. "La mia opinione personale – dice Errani – è che con l’approvazione del ddl sviluppo e in materia di energia, il Governo abbia imboccato una strada sbagliata, dando per scontata una scelta, il ritorno al nucleare, su cui pesa la possibilità di un pericoloso passo indietro, in particolare sul versante ambientale, essendo irrisolto il problema dello smaltimento delle scorie radioattive. Sarebbe stato più opportuno aprire una confronto sulla ricerca relativa al nucleare di nuova generazione. Al di là delle mie convinzioni personali – prosegue Errani – resta il fatto che si continua a procedere in modo unilaterale anche in un settore delicato come l’energia". "Il Governo ha annunciato l’autunno una ‘conferenza energetica nazionale’ in cui dovrebbero essere coinvolti anche Regioni ed Enti locali – conclude Errani -. E’ il caso di ricordare che manca una seria programmazione e un piano energetico nazionale. Le Regioni hanno scritto al Presidente Berlusconi chiedendo un incontro urgente su vari temi, fra cui anche le recenti disposizioni in materia di energia, dove non sono segnalate le competenze delle Regioni. Da più di due mesi attendiamo una risposta".INCOMPRENSIBILE IL COMMISSARIAMENTO DI SOGIN E ENEALe norme sul nucleare contenute nel Ddl sviluppo approvato definitivamente al Senato contengono anche, "incomprensibile, la decisione di commissariamento delle attività di Sogin (la società che cura la dismissione delle centrali nucleari a cominciare da Caorso) e di Enea".Lo rileva l’assessore alle Attività produttive dell’Emilia-Romagna, Duccio Campagnoli, tornando a criticare le "decisioni del Governo e della maggioranza sul nucleare: si confermano una nuvola di fumo". In questi mesi – sottolinea – sono stati manifestati "dubbi crescenti su questi provvedimenti. Francamente non ho trovato nessuno in grado di giustificarli e quindi è grave che si sia andati a conclusione quasi per inerzia". "E’ invece lampante – precisa – la paralisi che subisce il percorso della dismissione, sin qui bene avviato, con impegni comuni di Sogin, Regione, Comune di Caorso, sindacati. Un percorso che è giunto ad una situazione molto delicata, come quella del trasferimento provvisorio del combustibile e delle scorie al deposito francese, che – secondo l’Emilia-Romagna – deve invece proseguire senza interruzioni".

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