Emilia, la terra torna a tremare


29 MAG. 2012 – Settanta scosse registrate in mattinata. Ottocento quelle avvenute dal 20 maggio. Non riesce a riprendere una vita normale la popolazione della bassa modenese e ferrarese. Alle nove di stamattina un terremoto di magnitudo 5.8 ha riportato alla stessa situazione di nove giorni fa, e cioè a quel sisma di magnitudo 5.9 che ha fatto sette vittime. I morti di oggi, ma il bilancio è provvisorio, sarebbero 15 (fonte Protezione civile). Tre deceduti a Mirandola, tre a San Felice, uno a Novi, due a Concordia, sei a Medolla, luogo dell’epicentro. Le evacuazioni però si segnalano anche in diverse strutture che si trovano a chilometri di distanza, come a Carpi, Reggiolo, Correggio e pure Bologna.A Medolla, il palazzo comunale è inagibile. Il Comune, per permettere ai dipendenti di lavorare con tranquillità, ma anche ai cittadini di avere un punto a cui rivolgere le moltissime esigenze che si stanno manifestando, ha pensato di trasferirsi nell’antistante piazza Garibaldi. I volontari stanno montando una tensostruttura per fare in modo che in tempi relativamente brevi gli uffici comunali, che in questi giorni di emergenza sono un tutt’uno con quelli della Protezione civile, siano in grado di funzionare.Alle ore 17 è di sette il numero dei dispersi. 350 quello dei feriti. Mentre per quanto riguarda gli sfollati, se ne contano 8.000, che si aggiungono ai seimila della scossa del 20 maggio. Questa la cifra comunicata da Antonio Catricalà in un’informativa al Senato. Nei soccorsi, ha spiegato il sottosegretario, sono impegnati 3.698 uomini e 758 mezzi, più sette moduli di aiuto, per 1.250 posti letto aggiuntivi. Ulteriori 360 posti letto sono stati recuperati con sei carrozze delle ferrovie dello Stato. Per l’eventuale ulteriore fabbisogno di posti si ricorrerà alle strutture alberghiere. In una nota la Regione annuncia l’allestimento di 4.500 nuovi posti per accogliere sfollati da parte della Protezione civile. Le strutture già esistenti saranno rafforzate di un migliaio di posti, mentre 5 nuovi campi da 1.250 posti sorgeranno "grazie all’aiuto delle Regioni Friuli Venezia Giulia (destinazione Mirandola) e Abruzzo (a Cavezzo), della Croce Rossa Italia (a Finale Emilia), delle Pubbliche assistenze lombarde (a Novi) e dagli alpini di Treviso (a Cento)."Ancora una volta vittime del terremoto sono rimaste persone intente alla loro occupazione. Una strage sul lavoro che si aggiunge a quella di nove giorni fa, quando erano stati quattro gli operai a morire sotto le macerie dei capannoni in cui si trovavano. "Ancora lavoratori tra vittime" ha scritto su Twitter la leader della Cgil, Susanna Camusso, denunciando che "non si è proceduto alla messa in sicurezza degli stabilimenti prima di farli tornare a lavoro". A chiedere uno stop alle attività è il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani, che su Facebook scrive "Fino a quando non ci saranno verifiche tecniche, dove si è sentita la scossa di terremoto di questa mattina, è bene che non si svolga attività lavorativa. Nulla giustifica altri comportamenti. Visto i danni che hanno colpito, non a caso, le strutture industriali". "E’ tristissimo, sì. Muoiono gli operai e vengono meno posti di lavoro. La situazione è durissima", è stato il commento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ferrari, Maserati, Lamborghini sono solo alcuni dei nomi, i più famosi, di stabilimenti evacuati stamattina appena dopo le nove. Una chiusura fatta in via precauzionale. Né a Maranello, né a Modena, né a Sant’Agata Bolognese, né a Borgo Panigale, comunque, sono stati rilevati danni alle strutture.Qui gli aggiornamenti delle 14.20

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