Emilia 3 in Australia, unica auto solare italiana


BOLOGNA – “Emilia 3” è già sbarcata in Australia. Il team ci arriverà nei prossimi giorni per gareggiare nel ‘World Solar Challenge 2013’, una delle più prestigiose sfide per auto a energia solare, 3000 km da nord a sud dell’isola attraverso il deserto dal 6 al 13 ottobre. Il prototipo “Emilia 3”, unico italiano in gara, è stato realizzato dalla squadra di ‘Onda Solare’, un team che a Castel San Pietro (Bologna) ha messo insieme aziende e personale di Università e Cnr.

Competenza industriale e ricerca: un incontro che ha prodotto un gioiello tecnologico pronto a sfidare le eccellenze provenienti dal Giappone (come l’università Tokai, campione in carica), dagli Usa (ci sarà anche il Mit di Boston), dall’Europa (Cambridge). Una sfida interdisciplinare che ha coinvolto anche gli studenti delle facoltà, tra meccanica ed efficienza energetica per realizzare un’auto in grado di superare i 100 km/h di velocità massima, ma soprattutto una velocità media in grado di farla competere su una gara ‘estrema’, che dal 1982 (data della prima pionieristica edizione) ad oggi ha sviluppato regole ben precise: il tempo massimo concesso per coprire la distanza tra Darwin e Adelaide è di una settimana; la competizione partirà ogni giorno alle 8 di mattina e alle 17 gli equipaggi si dovranno fermare e dovranno accamparsi; la griglia di partenza sarà decisa con delle qualifiche come per i gran premi di Formula 1.

Solo che poi la gara si svolgerà su strade aperte al traffico (e per queste le vetture devono essere omologate alla guida diurna) e al volante si alterneranno un minimo di due e un massimo di quattro piloti. Gran parte dei costi sono stati sostenuti dagli stessi partecipanti (in Australia il team sarà composto da circa 20 persone che metteranno a punto la macchina e poi la seguiranno lungo il percorso). Con alcuni sponsor come Macron, l’azienda di fornitura sportive che ha fornito le divise ufficiali. Una competizione sperimentale, ma non fine a se stessa: come hanno spiegato gli ingegneri dell’Università di Bologna, Andrea Zucchelli per la parte meccanica e Giovanni Serra per quella elettrica, l’80% dei suoi componenti ha delle potenziali ricadute concrete sulle auto elettriche che popoleranno le nostre città.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet