Emergenza occupazionale, la Cgil dice stop


REGGIO EMILIA, 10 DIC. 2009 – Contro il rischio di seri tagli all’occupazione, contro gli attacchi alla democrazia sindacale e per chiedere interventi concreti da parte di un governo finora assente sul fronte della crisi. Queste le motivazioni dello sciopero generale provinciale di venerdì 11 dicembre a Reggio Emilia. Quattro ore di fermata proclamate in concomitanza con lo sciopero generale nazionale (per l’intera giornata) del Pubblico Impiego e della Scuola pubblica e privata.La Manifestazione parte alle ore 9.30 da Viale Montegrappa per terminare alle ore 11.00 davanti alla Prefettura di Reggio. Sono previsti diversi pullman dalla provincia. Dopo l’intervento di delegate e delegati delle aziende in crisi, parlerà Paola Agnello Modica, Segretaria nazionale CGIL. L’11 Dicembre sarà sciopero generale anche a Bologna e a Modena e sarà una giornata di mobilitazione anche per tante altre piazze d’Italia come Roma, Milano e Napoli. La Camera del lavoro di Reggio Emilia riassume in tre punti le motivazioni alla base della mobilitazione:Crisi ed emergenza occupazionale. Le imprese, in particolare quelle dei settori manifatturieri, sono tornate ai fatturati di 8-10 anni fa. Ad un anno dall’inizio di questa pesantissima recessione le aziende reggiane sono chiamate a decidere quale strada intraprendere: se proseguire nell’utilizzo virtuoso degli ammortizzatori sociali e, in questo modo, consentire che il lavoro sia protetto dagli effetti della crisi; oppure, se attuare la più volte paventata minaccia di procedere a pesanti ristrutturazioni e riduzioni occupazionali. La chiusura di stabilimenti o la cessazione dell’attività di intere aziende sono oggi, purtroppo, già realtà, come dimostrano le tante vertenze aperte nella nostra provincia. Questo, in un contesto che vede a novembre 31.000 lavoratrici e lavoratori coinvolti dall’utilizzo dei vari ammortizzatori sociali (Cassa integrazione ordinaria e straordinaria, contratti di solidarietà, mobilità, ammortizzatori in deroga), 21.000 lavoratrici e lavoratori che hanno presentato domanda di disoccupazione (dato INPS aggiornato al 30/09/2009), molte realtà aziendali incorrere in crisi di solvibilità finanziaria. Al centro della giornata dell’11 dicembre c’è, dunque, il no ai licenziamenti e alla chiusura degli stabilimenti. Assenza da parte del Governo di risposte in materia di politica economica e sociale. Mancano misure a favore degli ammortizzatori sociali e per sostenere i redditi da lavoro e da pensioni. La legge finanziaria in discussione in Parlamento, oltre ad essere sbagliata nei contenuti e nell’impostazione, non fornisce nessuna risposta alle proposte della Cgil su fisco, occupazione, precarietà e stato sociale.Democrazia sindacale. La terza questione riguarda la condizione e le prospettive dei rinnovi contrattuali, dopo i gravi atti compiuti con la stipula degli accordi separati sul tavolo dei metalmeccanici e la condizione nella quale versano altri settori, a partire da quelli pubblici. In gioco c’è il ruolo e la funzione del sindacato nella contrattazione collettiva così come il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di decidere le scelte che li riguardano.

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