Emergenza carceri, un decreto legge per risolverla


BOLOGNA, 3 MAG. 2010 – Sovraffollamento, leggi inadeguate e mancanza di personale. Sono i principali problemi alla base dell’emergenza carceri in Italia. Una situazione che esige un intervento tempestivo, a partire da un decreto legge e dall’introduzione della detenzione domiciliare per chi ha pena residua inferiore ad un anno. A proporre queste due prime soluzioni possibile è l’avvocato Desi Bruno, garante dei detenuti del Comune di Bologna. Una richiesta che arriva in seguito all’incontro che c’è stato venerdì scorso tra tutti i garanti italiani, dei quali Desi Bruno è coordinatrice. I presupposti di necessità e urgenza, condizioni per l’adozione di un decreto legge, spiega l’avvocato in una nota, sono "di tutta evidenza". Mentre per quanto riguarda il disegno di legge Alfano, i garanti si auspicano che possano essere recepiti emendamenti tali da poter migliorare l’insostenibile situazione dei detenuti tossicodipendenti.Il Coordinamento torna inoltre a chiedere l’istituzione del Garante nazionale e annuncia che intende far presentare a breve termine un disegno di legge in materia elaborato dallo stesso Coordinamento. I Garanti, continua Bruno, hanno elaborato il testo di un reclamo da presentare al magistrato di sorveglianza che i detenuti potranno utilizzare per chiedere "l’adozione di misure necessarie per conformare le condizioni di detenzione al rispetto degli standard minimi di vivibilità".I Garanti interverranno poi presso i Presidenti delle Regioni con una lettera per sensibilizzarli. Infine il Coordinamento, conclude Bruno, esprime "grande preoccupazione per l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo nel quale i numeri del sovraffollamento arriveranno a quota 70.000 e la vivibilità nelle carceri sarà completamente cancellata" e si riserva "di intraprendere iniziative forti di sensibilizzazione qualora non intervengano provvedimenti che incidano intanto sulle detenzioni di breve periodo".

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