Emergency: via da Lashkar- Gan senza notizie dei 3 rapiti


13 APR. 2010 – Nessuna notizia di Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani, e da stamattina nemmeno più del centro chirurgico di Lashkar-gah. L’ospedale è ormai in mano alla polizia afgana e al solo personale locale, dopo che tutti gli operatori internazionali hanno lasciato la struttura per motivi di sicurezza e dunque non sono più operativi. E’ stata l’organizzazione a deciderlo, d’intesa con le autorità. E’ un segnale del fatto che la situazione in Afghanistan sta diventando sempre più delicata, tanto da convincere anche il ministro Franco Frattini a chiedere "un’accelerazione delle indagini"."La struttura è sotto il loro controllo da quando hanno portato via i nostri tre cooperanti, Dell’Aira, Garatti e Pagani. Non abbiamo il controllo dell’ospedale e non sappiamo cosa stia accadendo all’interno" spiega Maso Notarianni, responsabile della comunicazione di Emergency. "Se volevano non farci più operare a Lashkar-Gan, l’obiettivo è stato raggiunto. Non abbiamo più notizie dell’ospedale. Siamo fermi alla presa in possesso delle autorità afgane di sabato scorso" gli fa eco Alessandro Bertani, vicepresidente dell’ong.Di sicuro c’è il fatto che, in mattinata, i sei cooperanti stranieri – 5 italiani, tra cui 4 donne, e un indiano – che si trovavano bloccati nelle loro case dopo l’arresto di Dell’Aira, Garatti e Pagani, hanno lasciato Lashkar-Gan diretti a Kabul. Una conferma di ciò è arrivata anche da Daud Ahmadi, portavoce del governo di Helmand, che ha parlato anche della struttura sanitaria: "La polizia ha in mano la sicurezza – ha detto – e tutte le attività si svolgono normalmente, come finora è stato, in presenza del personale locale".Resta però all’oscuro la sorte dei tre operatori arrestati. Il sito Peacereporter comunica che il ministro degli Esteri Franco Frattini ha inviato a questo riguardo una lettera direttamente ad Hamid Karzai. In questo momento la missiva, in cui si chiede formalemnte un’accelerazione nelle indagini, è nelle mani dell’inviato speciale attilio Iannucci, che domani la consegnerà al presidente afgano. E sempre domani il caso approderà davanti al Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che ha convocato per l’occasione il generale Adriano Santini, direttore dell’Aise, l’intelligence che ha competenze per le attività estere.Intanto sono diventate più di duecentomila le firme di adesione all’appello "Io sto con Emergency", pubblicato sul sito ufficiale dell’associazione (www.emergency.it) per chiedere la liberazione dei tre operatori umanitari. E fervono i preparativi per la manifestazione nazionale in loro sostegno indetta per sabato 17 aprile alle 14,30 in Piazza Navona a Roma

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