Embargo russo, le prime conseguenze


I primi effetti dell’embargo imposto dalla Russia ai prodotti agroalimentari italiani si sono avuti con la rescissione dei contratti di due cooperative ortofrutticole, una di Modena e una di Ferrara, per l’esportazione di frutta nell’ex impero sovietico, avvenuta poche ore dopo l’approvazione dell’elenco dei prodotti banditi da parte del Consiglio dei Ministri, dopo che il presidente Vladimir Putin aveva firmato il decreto. Lo rende noto con preoccupazione la Coldiretti nell’evidenziare i primi effetti della decisione della Russia di limitare o bloccare con decreto anche per un anno le importazioni agricole dai paesi che hanno adottato sanzioni contro Mosca in risposta al conflitto in Ucraina. Si temono poi danni indiretti in Italia, dove potrebbero venir dirottati prodotti stranieri che non hanno più accesso all’est e che finirebbero con invadere il mercato.
“E’ un brutto colpo, non ci voleva, i mercati esteri sono gli unici dove riusciamo ancora a prenderci buone soddisfazioni, non possiamo permetterci di perdere fiducia anche su questo versante”. Così Paolo Tanara, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, ha commentato l’embargo imposto dalla Russia all’agroalimentare europeo in risposta all’atteggiamento Ue sulla questione Ucraina. Le Autorità russe hanno diramato la lista dei prodotti agricoli la cui importazione all’interno della Federazione Russa è stata bandita per un intero anno e fra i prodotti che rientrano in questo lunghissimo elenco c’è anche il Prosciutto di Parma.
“E’ un brutto colpo, non ci voleva, i mercati esteri sono gli unici dove riusciamo ancora a prenderci buone soddisfazioni, non possiamo permetterci di perdere fiducia anche su questo versante”. Così Paolo Tanara, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma, ha commentato l’embargo imposto dalla Russia all’agroalimentare europeo in risposta all’atteggiamento Ue sulla questione Ucraina. Le Autorità russe hanno diramato la lista dei prodotti agricoli la cui importazione all’interno della Federazione Russa è stata bandita per un intero anno e fra i prodotti che rientrano in questo lunghissimo elenco c’è anche il Prosciutto di Parma.

Venti di guerra fredda soffiano sulle pere modenesi. Si inasprisce lo scontro con la Russia e anche l’agroalimentare italiano, uno dei pochi settori in crescita nonostante la crisi, rischia di pagarne le conseguenze. Con una mossa d’altri tempi, in risposta alle sanzioni contro Mosca per le tensioni in Ucraina, Putin ha posto l’embargo sulla quasi totalità dei prodotti agroalimentari europei e americani. Una decisione, attesa e temuta, che segue la chiusura alle carni suine posta già a gennaio con la scusa dei motivi sanitari. Vengono così bandite carne, pesce, latte e latticini, frutta e verdura. Per l’agroalimentare italiano il mercato russo, in forte crescita, vale circa un miliardo. Ed anche per Modena si tratta di un’altra brutta batosta. Molte le produzioni che guardavano a est, come di via sviluppo. Recentemente erano stati firmati alcuni importanti accordi per lanciare la pera modenese sul mercato della grande distribuzione russa. Ma è soprattutto per il Parmigiano Reggiano che ci possono essere i danni maggiori. Mentre grandi incertezze riguardano il Lambrusco. Forte preoccupazione è stata espressa da varie associazioni modenesi di categoria. Francesco Vincenzi, presidente di Coldiretti, ricorda i grandi sforzi fatti per promuovere i nostri prodotti e invoca un intervento politico dell’Unione Europea e dell’organizzazione mondiale del commercio. Eugenia Bergamaschi di Confagricoltura parla di doccia gelata per tutto il comparto che già risente della crisi libica (l’Italia è tra i principali esportatori di ortofrutta nel Paese nord africano), senza dimenticare gli sbalzi climatici. Guarda preoccupato all’evolversi della situazione anche Cristiano Fini della Cia, ribadendo quanto nelle campagne si stia ora vivendo un momento pesante. Al di la dei numeri, dice, l’agroalimentare italiano non è poi così lontano alla crisi.

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