Embargo russo, 35 milioni di mancato export


L’embargo russo continua a preoccupare l’agroalimentare modenese. Se ne parla da giorni e oggi, per la prima volta, arrivano le cifre degli effetti che la decisione del paese asiatico avrà sulle esportazioni della nostra provincia. È stata Confindustria Modena a fare i calcoli, elaborando i dati Istat sulle vendite all’estero delle nostre eccellenze. Lo scorso anno il valore dell’export di tutta la provincia modenese verso Mosca ha raggiunto i 343 milioni di euro, il 3,2% di tutte le esportazioni. Valori che rischiano di calare fortemente a causa dell’embargo, scattato all’inizio di agosto quando Putin, in risposta alle sanzioni contro Mosca per le tensioni in Ucraina, ha posto l’embargo sulla quasi totalità dei prodotti agroalimentari  provenienti dall’Europa e dagli Usa. Secondo i dati elaborati dagli industriali geminiani è l’industria della lavorazione dei saluti e della carne ad avere la peggio, con bene 35 milioni di euro di possibili mancati guadagni. Ma a rischiare è anche la pera modenese (per cui proprio di recente erano stati firmati accordi sul mercato della grande distribuzione russa), senza dimenticare il Parmigiano Reggiano. Fortunatamente nella black list – a dispetto dei timori iniziali – non rientra il Lambrusco; salvo dunque il comparto del “beverage”, che nel 2013 ha inciso sulle esportazioni modenesi verso la Russia per 2,7 milioni di euro. Altra consolazione arriva se si guarda al settore tessile-abbigliamento e al ceramico, che al momento escono indenni dalle sanzioni. Nel 2013 il loro export verso la Russia è valso rispettivamente 38 e 76 milioni di euro.

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