Elezioni a Bologna, Caffarra: “I sacerdoti ne stiano fuori”


BOLOGNA, 2 GEN 2011 – I sacerdoti stiano fuori dalla campagna elettorale per le prossime amministrative a Bologna: le ‘indicazioni obbligatorie’ al clero sono contenute in una lettera inviata dal cardinale Carlo Caffarra ai parroci, rettori di chiese e superiori religiosi e pubblicata da ‘Bologna Sette’, il supplemento domenicale del quotidiano cattolico ‘Avvenire’ curato dall’Arcidiocesi del capoluogo emiliano. "Noi sacerdoti – scrive Caffarra – dobbiamo rimanere completamente fuori dal dibattito e dall’impegno politico pre- elettorale, astenendoci assolutamente dall’appoggiare qualsiasi partito o schieramento politico o candidato sindaco. Questa esigenza è fondata sulla natura stessa del nostro ministero. E’ inammissibile che un sacerdote sostenga politicamente una parte politica o un candidato sindaco, e tanto più che organizzi o partecipi a manifestazioni di sostegno". L’arcivescovo rileva che "ogni elettore che voglia prendere una decisione prudente, deve discernere nell’attuale situazione della nostra città quali beni umani fondamentali dovranno essere tutelati e promossi dalla futura amministrazione, e giudicare quale parte politica – per i programmi che dichiara e per il candidato che propone come sindaco – dia maggiore affidamento per la loro difesa e promozione. L’aiuto che noi sacerdoti dobbiamo dare consiste nell’illuminare il fedele perché individui quei beni umani fondamentali". Caffarra aggiunge che "il Magistero della Chiesa è di imprescindibile riferimento in questo sostegno al discernimento del fedele. Ma il sacerdote deve astenersi completamente dall’indicare quale parte politica e quale candidato sindaco a suo giudizio dia maggior sicurezza in ordine alla difesa e promozione dei beni umani in questione. Questo sarebbe in realtà un’indicazione per chi votare". L’arcivescovo, nella lettera, vieta inoltre l’uso di locali delle parrocchie o di altri enti ecclesiastici a rappresentanti di qualunque parte politica, anche in caso di incontri che rispettino la par condicio, così come a persone con incarichi istituzionali di qualsiasi grado e genere che ne facessero richiesta per sostenere la campagna elettorale di una parte politica o di un candidato sindaco. ‘Off limits’ anche a volantinaggio, affissione di manifesti o altre forme di propaganda, e un ‘no’ deciso all’utilizzo, per questi scopi, di mezzi di comunicazione come i bollettini parrocchiali.DON NICOLINI: "HA RAGIONE IL CARDINALE" – "Non intendo far propaganda per nessuno". Così don Giovanni Nicolini, interpellato dall’ANSA, ha parlato della lettera inviata dall’arcivescovo di Bologna card.Carlo Caffarra ai sacerdoti della diocesi. Un testo che però don Nicolini ha detto di non aver ancora letto. Nei giorni scorsi il monaco dossettiano in un’intervista al ‘Corriere di Bologna’ aveva spiegato i motivi del proprio apprezzamento nei confronti della candidata alle primarie del centrosinistra Amelia Frascaroli, sua collaboratrice ai tempi della Caritas, di cui Nicolini è stato direttore quando era anche vicario episcopale per la carità. La Frascaroli, candidata senza tessera e sostenuta soltanto da Sel e Federazione della Sinistra, è considerata l’outsider della competizione, in grado di raccogliere i voti della sinistra, ma anche quelli dell’elettorato cattolico.Raggiunto mentre si trovava fuori Bologna e informato del contenuto, Don Nicolini ha assicurato di condividerlo "assolutamente. Il cardinale ha ragione". Ma non si è sentito tirato in causa da Caffarra – gli è stato chiesto – visto che, oltre all’ intervista, aveva partecipato anche ad un dibattito a casa della candidata senza tessera? "Io avevo detto una cosa più di fondo", ha spiegato. "Una cosa che riguardava il rapporto tra la fede cristiana e la laicità". Don Nicolini aveva infatti risposto: "La laicità è il coraggio di buttare la storia di Dio nella storia comune di tutti, un’esperienza che con Amelia ho fatto quando eravamo alla Caritas".

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