Eletrolux frena rilancio: impossibile assumere


Il gruppo Electrolux frena sul proprio rilancio. “Sarebbe bello creare nuovi occupati ma è impossibile per almeno due ragioni: da un lato, per le eccedenze di personale e la bassa produzione, dall’altro, sarebbe giuridicamente illegittimo ridurre l’orario di lavoro per assumere. Peraltro profili equivalenti a quelli ritenuti eccedenti”. Sono le parole di Marco Mondini, direttore delle relazioni industriali di Electrolux Italia, pubblicate oggi dal “Sole 24 Ore”. L’annuncio, un po’ a sorpresa, tiene conto delle difficoltà del sito di Susegana in particolare e segue di pochi giorni il tavolo di verifica al ministero dello Sviluppo economico, dal quale tutto sommato erano usciti spiragli. Lo stesso presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, aveva detto che il rilancio industriale restava un obiettivo vero e che anche per il presidio di Forlì sarebbero stati operativi “quanto prima” i bandi Por-Fesr, appena approvati dall’Unione europea, per progetti di ricerca e sviluppo e Ict. Tuttavia, di nuovi occupati in Electrolux al momento non se ne parla. L’anno scorso sono usciti 36 dipendenti nello stabilimento di Porcia (su 396 esuberi rilevati a maggio 2014), 46 a Susegana (210), 17 a Solaro (91) e 32 Forlì (80). Quindi, 131 dimissioni in tutto, da sottrarre ai 777 esuberi totali calcolati. Nell’ambito del piano strategico 2014-2017 annunciato con investimenti pari a 150 milioni, si erano programmati un alleggerimento del costo del lavoro, orari di sei ore e la continuita” delle produzioni nello stabilimento di lavatrici di Porcia (due mesi prima il Governo aveva rifinanziato il fondo per la decontribuzione dei contratti di solidarietà). La scorsa settimana, al tavolo di verifica al ministero dello Sviluppo economico, Electrolux aveva confermato il rispetto degli impegni assunti, compresi i primi 40 milioni di investimenti. Ciononostante, adesso sembrano pesare oltre le previsioni i circa 200 dipendenti dello stabilimento di frigoriferi della trevigiana Susegana, nel passaggio dalla solidarietà difensiva a quella espansiva.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet