Effetto Trump, Modena aveva “previsto tutto”


Esaurita l’onda emotiva, la storica ascesa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti diventa un tema da esplorare, soprattutto economicamente. E allora, fra i cervelli incaricati di calcolarne gli effetti economici, ce n’è uno “made in Modena”: si chiama Cogito ed è il frutto del lavoro di Expert System, al servizio della società inglese Kaufmann & Partners. Cogito ha incrociato diversi tipi di informazioni, passandole al setaccio e riuscendo a prevedere – contro molti pronostici – la vittoria di Trump sulla Clinton con tre settimane d’anticipo: pochi giovani alle urne e troppo malcontento sui social, questo il responso della macchina. “L’analisi intelligente delle informazioni non fallisce” sottolinea Stefano Spaggiari, AD di Expert System, ponendo l’accento sui cosiddetti big data, ossia di quei flussi talmente vasti da richiedere appositi strumenti di estrapolazione. Flussi che fanno emergere a livello finanziario lo scenario di un mercato più volatile e, nello specifico, di un mercato del debito più fragile. Secondo Cogito e Kauffman, con l’elezione di Trump cresce la possibilità di una nuova crisi del sistema bancario, in particolare nell’Eurozona. Un’era di maggiore rischio, insomma, anche se per Cogito l’impatto di Trump sul mondo sarà inferiore a quello della Brexit – altro evento elettorale che Kauffman ed Expert System avevano correttamente previsto. La causa del rischio è nella probabile incertezza politica che farà sprofondare gli Stati Uniti in un perenne stato post-elettorale; i pericoli più grandi per l’Italia, neanche a dirlo. L’America, invece, può consolarsi: secondo Cogito, coi mercati bancari nel panico, grandi flussi di denaro scapperanno dall’Unione Europea per varcare l’Atlantico e tornarsene a Wall Street. Altri timori vengono invece dettati dal buonsenso: ai decisivi Michigan, Ohio e New Hampshire, Trump ha promesso il rilancio dell’industria americana; parole che fanno rima con protezionismo e dazi all’ingresso, specie per grandi esportatori come l’Italia che negli States fattura miliardi, 800 milioni il solo export modenese. Se non altro c’è da sperare che Donald sia pronto a fare un’eccezione per auto di lusso ed eccellenze alimentari. Cogito avrà azzeccato di nuovo? Staremo a vedere.

“Noi abbiamo bisogno di mercati globali”. Lo ha detto, a margine di una visita all’Eima, il salone delle macchine agricole in corso a Bologna, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, replicando a chi gli chiedeva un commento sull’elezione a presidente degli Stati Uniti di Donald Trump e sulle politiche economiche del neo inquilino della Casa Bianca. “L’America – ha osservato – è un grande Paese democratico, ha espresso il suo presidente: l’auspicio che noi facciamo è che non prevalgano indicazioni protezionistiche della politica economica americana nell’interesse degli Stati Uniti, nell’interesse dell’Europa e nell’interesse dell’Italia”

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