Edilizia, solo la ricostruzione lavora


L’occupazione nel campo dell’edilizia in Emilia-Romagna fa registrare un segno +, dato in controtendenza prodotto dalla ricostruzione post terremoto, ma nonostante questo il comparto “stenta a ripartire” anche in questa regione. E’ il bilancio tracciato da Confartigianato: in base ai dati diffusi dall’associazione di categoria, nel 2013 l”occupazione in edilizia è aumentata del 2,6% a fronte di un calo del 7,1% registrato a livello nazionale. “Un dato, questo, su cui influisce la fase di ricostruzione post terremoto, un evento drammatico – commenta il presidente di Confartigianato Emilia Romagna, Marco Granelli – del quale avremmo tutti fatto volentieri a meno”. Al sisma che ha colpito le popolazioni delle provincie di Modena, Ferrara e Bologna “sta facendo seguito lo stanziamento di fondi e la conseguente opera di ricostruzione, che di fatto – continua Granelli – ha portato ad un aumento delle commesse per le imprese del settore edilizio”.

Al netto di questo, però, “anche in Emilia-Romagna l’edilizia stenta a ripartire”, aggiunge il presidente di Confartigianato: “negli ultimi sei anni la produzione di nuove abitazioni ha perso il 53,9%, l’edilizia non residenziale privata ha fatto segnare una riduzione del 35,3%, le opere pubbliche registrano una caduta del 38,2%. Solo il comparto della riqualificazione degli immobili residenziali mostra una tenuta. Per la Confartigianato, però, un po’ di respiro lo possono dare gli incentivi per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica degli edifici, ma per far ripartire il settore, conclude Conartigianato, “è più che mai necessario rendere stabili e permanenti gli incentivi, non solo per il lavoro ma anche per l’ambiente”.

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