Edilizia, solo in ER occupazione con segno più


MODENA, 4 LUG. 2013 – E’ indicato da più parti come uno settori più colpiti dalla crisi. E anche il 2013 sembra non sorridere all’edilizia. Il mercato stenta a ripartire, la situazione del credito è ancora critica e l’occupazione segna un calo di 122 mila addetti, pari a meno 6,7 per cento. Una flessione generale, che accomuna tutte le regioni italiane, da quelle con la maggiore tenuta come l’Abruzzo (-0,8%) e Bolzano (-2,7%) alle più critiche in Calabria (-16,3%), Campania (-17,2%) e Friuli-Venezia Giulia (-20,6%). Tutte tranne una: l’Emilia Romagna. Qui la tendenza è opposta, gli operai edili sono cresciuti del 9,4 per cento. Lo rivela il centro studi di Confartigianato, riconducendo l’eccezione alla fase di ricostruzione post terremoto, “che di fatto ha portato ad un aumento delle commesse per le imprese del settore". Ma secondo il presidente regionale di Confartigianato Marco Granelli, “al netto di questa opera di riedificazione anche in Emilia Romagna l’edilizia stenta a ripartire”. La produzione di nuove abitazioni è diminuita del 53,9 per cento in sei anni, l’edilizia non residenziale privata è a meno 35,3 e le opere pubbliche a meno 38,2.

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