Edilizia, persi 34mila posti, l’Sos di Forlì-Cesena


“Non c’è più tempo, occorre agire subito e con grande forza”, lancia l’allarme Ance Forlì-Cesena rilanciando gli ultimi dati, ancora negativi, sullo stato di salute del proprio settore in Emilia-Romagna. Se in regione dal 2008 si registrano un -30% di investimenti e permessi di costruire dal 2005 al 2011 calati del -77%, negli ultimi cinque anni si sono persi 34.000 posti di lavoro e nel solo 2013 ben 2.400 imprese.

 

Come emerso dall’incontro interno dello scorso 11 marzo, il presidente dei costruttori locali di Confindustria, Fabio Toni, stila un decalogo per il sistema locale. Le priorità su cui intervenire, segnala Toni in una nota, sono quelle del fisco, del credito, della semplificazione burocratica e della giustizia, dei pagamenti della pubblica amministrazione. Ance segnala anche che bisogna fare di più sull’attrattività, sull’adozione da parte degli enti locali di un’urbanistica più flessibile, sulla riqualificazione dei centri storici, sulle infrastrutture, sul rischio idraulico-idrogeologico in Romagna in particolare. Infine, i costruttori dicono che “va posto un argine all’improvvisazione che regna nell’edilizia, dove chiunque può diventare costruttore con la sola iscrizione alla Camera di commercio”.

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