Edilizia, l’Emilia Romagna cambia le regole


BOLOGNA, 24 NOV. 2010 – Una legge regionale per promuovere la legalità e la semplificazione in edilizia pubblica e privata. L’ha approvata l’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna come risposta alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli appalti dell’edilizia. La nuova legge punta a valorizzare le imprese virtuose e a rimuovere i comportamenti illegali che alterano il mercato e la libera concorrenza. Contrasta, inoltre, l’uso indiscriminato del massimo ribasso d’asta e l’eccessivo ricorso al subappalto. Nel testo si prevede anche di aumentare i controlli nei cantieri per segnalare appalti nei quali possano annidarsi fenomeni di infiltrazione mafiosa, lavoro irregolare o usura.La norma è stata scritta recependo i principi dettati dalla Commissione europea e portando così a un nuovo regolamento di applicazione del codice dei contratti pubblici. Ma, tra le novità, c’è da notare l’attenzione rivolta anche all’ambito privato delle costruzioni. Viene introdotto, spiega il relatore della legge Tiziano Alessandrini (Pd), "l’obbligo di presentazione del certificato antimafia anche nel settore privato e l’istituzione di un albo volontario (la cosiddetta ‘white list’) grazie al quale le imprese che avranno determinati requisiti verranno premiate con punteggi da spendere negli appalti e con una semplificazione degli adempimenti"."La novità – sottolinea Marco Monari, il secondo relatore della norma – è che il permesso di costruire viene sospeso, anche si tratta di un’opera privata. I lavori non possono andare avanti se il committente non ha trasmesso all’ente competente una dichiarazione che attesta l’avvenuta verifica di tutte le precondizioni necessarie".Secondo Liana Barbati, capogruppo dell’Italia dei valori in via Aldo Moro, il punto più importante della norma consiste nell’acquisizione, da parte della Regione, di tutti i dati relativi al ciclo dell’appalto, quindi anche di subappalti e subcontraenti e agli investimenti pubblici, al fine di consentire la tracciabilità e la registrazione dei flussi finanziari, così da garantire la massima trasparenza sulla spesa pubblica".

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