Edilizia, in Emilia irregolare un cantiere su tre


MODENA, 27 MAG. 2011 – Superficialità e rispetto delle norme di prevalentemente di facciata. Questo il modo con cui si assicura la sicurezza sul lavoro nei cantieri emiliani. A dirlo sono le Ausl di quattro città (Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza), che hanno scandagliato i luoghi di lavoro nel settore edile. Fuori regola è risultato il 30% dei cantieri, ovvero 76 sui 253 visitati tra il 16 e il 21 maggio nel corso di una campagna straordinaria di controlli. Le sanzioni comminate sono state pari in totale a 545.200 euro per 134 violazioni accertate, 72 delle quali per il rischio di caduta dall’alto. Sono intervenuti anche Direzione Provinciale del Lavoro, Inail, Inps, Ispesl e Arpa.Nel complesso, erano 411 le imprese all’opera nei cantieri passati al setaccio, per un totale di 1.171 addetti di cui 325 autonomi (28%). Delle 57 gru controllate, nessuna è risultata a rischio di ribaltamento. I verbali di contravvenzione sono stati emessi per il 60% dei casi nei confronti delle imprese esecutrici di opere, con il 37% delle irregolarità contestate a responsabili dell’organizzazione dei cantieri, soprattutto imprese affidatarie, coordinatori per la sicurezza e committenti dei lavori. Il 24% dei ponteggi non è risultato regolare, mentre le lavorazioni dei tetti hanno portato a segnalazioni nel 9% dei casi.Il numero medio dei dipendenti delle imprese osservate – fanno sapere le Ausl – era di due, "a conferma dell’elevato processo di destrutturazione che influenza negativamente le capacità organizzative e tecniche per attuare le misure di sicurezza. Si osserva poi – si legge nella nota – il ricorso sistematico alla catena di subappalti verso imprese sempre più piccole e la rilevanza del fenomeno delle imprese individuali senza dipendenti, presenti nel 28% dei cantieri". Circa un terzo delle contravvenzioni, 45 su 134, ha riguardato infatti irregolarità organizzative.

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